Design per tutti e per ognuno

19/12/2017

Design per tutti e per ognuno

«Spesso il design tradizionale progetta per un'astrazione: l'uomo standard». Così si legge sulla home page di Design For All, associazione italiana senza scopo di lucro che ha un obiettivo ben preciso: definire «una progettazione consapevole applicata a differenti ambiti disciplinari, per consentire la fruizione di ambienti, prodotti e servizi alla più ampia pluralità di soggetti, diversi fra loro per capacità percettive, motorie e cognitive».

Il design cambia, abbandona la pretesa impossibile di essere universale per diventare specifico, creato ad hoc per soddisfare i bisogni di ciascuno e per migliorare la qualità di vita di ogni soggetto che presenta disabilità.
Per quanto riguarda la progettazione si tratta di un cambio di paradigma strutturale: il designer incontra l'utilizzatore finale e progetta insieme a lui, facendo sì che il risultato finale sia altamente specifico.
La progettazione inclusiva coinvolge così la diversità umana nel processo decisionale, garantendo che ogni necessità venga soddisfatta e che l'esito del lavoro rispecchi le volontà e i desideri dell'utilizzatore.

Progetto di punta in Italia che adotta in toto questo approccio è Hackability. «Hackability ha l'obiettivo di fare crescere una community dove, lavorando insieme, maker, designer e persone con disabilità, diano vita a gruppi e team che, attraverso la fabbricazione digitale, realizzino inclusione sociale e presidi personalizzati a basso costo».
Pochi giorni fa si è chiuso il bando Hackability@Barilla, una gara di progettazione che, attraverso il lavoro congiunto di designer e persone con disabilità, mira alla realizzazione di un packaging migliorato e a nuovi strumenti per cucinare adatti ai bisogni di ciascuno.
Il progetto rientra nella missione aziendale del colosso italiano denominata “Buono per Te, Buono per il Pianeta, Buono per le Comunità”.

Anche il Politecnico di Torino ha sposato l'approccio inclusivo. Uno dei corsi che gli studenti del primo anno possono scegliere di seguire, “Tecnologie per la disabilità”, ha adottato la metodologia laboratoriale promossa da Hackability.

Gli studenti coprogettano insieme a persone con disabilità numerosi prodotti di design, atti a migliorare moltissimi aspetti della loro vita. Si tratta di un'esperienza didattica altamente formativa, che mira a istruire nuove generazioni di designer.
Durante questo corso-laboratorio si insegna agli allievi a guardare al di là dell'industrializzazione, puntando allo sviluppo custom-made del prodotto.

Ogni risultato, pur essendo stato progettato insieme a una persona con esigenze e disabilità specifiche, potrà essere ri-progettato per altri utilizzatori che hanno bisogni simili in poche ore, facendo sì che ogni risultato possa essere sì altamente specifico ma anche facilmente riadattabile.

Il corso è stato un successo, tanto che nel 2017 è nato il team studentesco di Hackability: Hackability@Polito.
Fedele alla filosofia che vi abbiamo raccontato, anche questo gruppo di giovani studenti crede nella diffusione open-source dei progetti che realizza.
Per cui, i prototipi sviluppati durante il corso possono essere consultati da chiunque sulla pagina dedicata del sito di Hackability.


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