Il gioiello contemporaneo e il suo futuro

26/10/2017

Il gioiello contemporaneo e il suo futuro

In occasione di Design of the city abbiamo intervistato Alba Cappellieri, da tempo una figura di riferimento nel mondo nazionale e internazionale del gioiello, tanto da rivestire diversi ruoli di grande prestigio e rilevanza nel settore.

In particolare, Alba Cappellieri è Professore Ordinario al Politecnico di Milano, dove insegna “Design del gioiello e dell'Accessorio”, direttrice del museo del gioiello di Vicenza e, dal 2015, presidente della Women Jewellery Association Italy.

Con noi ha parlato del gioiello e della sua evoluzione negli ultimi 50 anni.

A quando si può far risalire la nascita del gioiello contemporaneo?
Agli anni ‘60.
In quel periodo ciò è potuto verificarsi grazie all'operato di artisti danesi e inglesi, che erano liberi dall'invadenza e dall'importanza della grande industria orafa tradizionale, che invece la faceva da padrona nel nostro paese.
Designer come il danese Gijs Bakker e l'inglese David Watkins ebbero la libertà e l'intuizione di cominciare una vera e propria rivoluzione, modificando in maniera radicale il modo d'intendere l'ornamento.

Ma in cosa può dirsi diverso un gioiello contemporaneo di design, rispetto alla tradizione orafa?
Prima di tutto nel materiale.
I gioielli contemporanei non vengono creati con metalli o pietre preziose. Ma con materiali umili, quali la carta, l'acciaio, l'alluminio, il vetro, etc...

Quindi, se non dal valore oggettivo dei materiali che lo compongono, la preziosità del monile attuale da cosa è data?
Dall'idea, dall'intenzione comunicativa espressa dall'artista.
Ora il gioiello non è più una manifestazione tangibile dello status sociale, ma rappresenta quasi una scelta culturale.
È un oggetto che comunica un progetto e un messaggio, quello del suo creatore.

Questo cambiamento di prospettiva è giunto anche in Italia?
Certo che sì!
Io lavoro tutti i giorni con i giovani, mi confronto con loro e so che vedono il gioiello in maniera diversa.
Lo concepiscono diversamente rispetto a un tempo. Per loro non rappresenta uno status o un tesoro da conservare di generazione in generazione.
Ora può collegarsi maggiormente alla moda.
Prima non era così: gli abiti cambiavano a ogni stagione mentre i gioielli erano qualcosa da indossare per tutta la vita.
Ora, essendo diminuito il valore oggettivo del materiale e quindi dell'oggetto, ci si può permettere di produrre gioielli che seguano, che si abbinino all'abito.

Abbiamo parlato di passato e presente. Per finire: cosa si augura per il futuro?
Qualità e eccellenza produttiva.
E, per raggiungere questo obiettivo, è necessario che vengano sfruttate a pieno le grandi innovazioni tecnologiche che caratterizzano la nostra epoca, prima fra tutte: le stampanti 3D, il cui utilizzo sarebbe in grado di aumentare la produzione e soprattutto snellire i costi. In secondo luogo, e in quest'ottica, bisognerebbe dare più spazio alla figura del progettista, un professionista creativo ma in grado di dialogare con le aziende.


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