Lynette Yadiom-Boakye

02/11/2018 - 03/02/2019 – Personale
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Lynette Yadiom-Boakye

Lynette Yadiom-Boakye dipinge figure misteriose, affascinanti, cariche di enigma. Sembrano ritratti, ma è un inganno, perché queste non sono persone reali, ma personaggi d’invenzione che abitano solo il mondo creato dalla pittura.

L’artista britannica, di origine ghanese, prende spunto dalla propria memoria e immaginazione per costruire attraverso le specificità del linguaggio pittorico i tratti fisici e psicologici dei protagonisti dei suoi quadri. È un metodo creativo più tipico del lavoro letterario, e infatti Lynette Yadiom-Boakye è anche autrice di narrativa e di poesia; la relazione tra i due ambiti non è tuttavia diretta o strumentale, ma complementare, in quanto ciascun linguaggio si presta a finalità espressive differenti.

Lynette Yadiom-Boakye scrive con la pittura, attraverso una sapiente e quasi scientifica manipolazione di colore, forme, scala. Le sue pennellate evidenti, strutturali, stese con l’immediatezza di un gesto che non ammette revisioni, mettono in primo piano le qualità materiche della pittura ad olio, la sua presenza viva, e allo stesso tempo si caratterizzano per un’economia dei mezzi che a tratti fa emergere uno spazio grezzo, non risolto.

Questa mostra presenta un gruppo di opere che appartengono alla Collezione Sandretto Re Rebaudengo. Datate dal 2013 al 2018, le opere documentano in maniera esemplare la ricerca dell’artista, che sviluppa un’appassionata analisi delle possibilità espressive del medium pittorico, e insieme ne mette in luce i presupposti ideologici, storici e contemporanei.

Le opere in mostra presentano personaggi maschili e femminili, sempre neri, decisamente austeri, quieti, pensosi. Sono presi in una molteplicità di pose, gesti, attitudini, ma tutti condividono questo senso di sospensione enigmatica, come se il loro contatto col mondo fosse incerto, sul punto di incrinarsi.

Gli scarsi riferimenti contestuali, gli sfondi appena accennati o totalmente astratti, l’abbigliamento generico, amplificano questo senso di indeterminatezza. Contrariamente alla tradizione della pittura ritrattistica classica, mancano indizi per definire le peculiarità dell’individuo, la sua appartenenza a un’epoca, una professione, uno status sociale. Non è la loro realtà di persone ad essere rappresentata, ma la loro intrinseca umanità, resa essenziale ma non banale.

Il fatto che tutte le figure siano nere è un tema centrale, che l’artista non intende rimarcare in chiave politica, e che tuttavia mette in gioco il canone occidentale e l’assenza del soggetto nero nella nostra storia culturale e artistica. In questa prospettiva è rilevante il gioco di sguardi diretti o distolti, intenti o distratti, che s’instaura tra personaggi e pubblico, perché dà forma a una dinamica di potere, di controllo, come evidente in opere quali Diamonds e Midnight, Cadiz, entrambe 2013.

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Via Modane 16 – 10141 Torino.
Orari: giovedì, ore 20 - 23; venerdì - domenica, ore 13 - 20.
02/11/2018 - 03/02/2019.


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