Rebor alter Mr. Pink: immergersi per emergere e sollevarsi

21/09/2018 - 15/10/2018 – Personale
MAU – Museo d’Arte Urbana

Rebor alter Mr. Pink: immergersi per emergere e sollevarsi

La Galleria del Museo d’Arte Urbana apre la stagione con la prima mostra a Torino di Rebor alter Mr. Pink, a cura di Daniele D’Antonio e Edoardo Di Mauro, dal titolo Rebor alter Mr. Pink: immergersi per emergere e sollevarsi.

Lungo tutto il corso del Novecento, l’arte abbandona il suo isolamento linguistico per contaminarsi ed essere contaminata dall’ambiente circostante: il rapporto tra arte “pura” ed arte “applicata” pare posizionato su un livello di equilibrio, con i due ambiti ad assumere la funzione di vasi comunicanti.

Siamo quindi, al tempo nostro, alla presenza di una vocazione a un’arte “totale”, rinvenibile in forme di grafica che tendono alla creazione di un linguaggio dotato di una grammatica originale, in grado di comunicare con efficacia in un mondo già saturo di segni, in un design ecosostenibile, nella street art ed in particolari forme di artigianato artistico metropolitano.

Marco Abrate Rebor è un giovane studente di Grafica all’Accademia Albertina, che con tenacia e coerenza è riuscito in breve tempo a far conoscere ed apprezzare il suo lavoro. Proponendo performance neo situazioniste nello spazio metropolitano, adoperando materiali di recupero integrati ad altri già presenti, o creando sculture dove la dimensione del presente si congiunge a quella del mito e del ricordo.

Partito da esperienze di street art e graffitismo, Rebor, pur mantenendo il suo lavoro sempre a contatto con la dimensione di un’estetica allargata, nel solco dell’utopia delle avanguardie novecentesche, dà un contributo notevole a supporto delle tesi di chi sostiene che le categorie prima citate siano ormai una griglia troppo angusta.

Lo spunto di Rebor per questa mostra è inconsueto ed originale. Trae, infatti, ispirazione dal pensiero di un intellettuale raffinato ma “marginale” del Novecento. Si tratta del gesuita, filosofo e paleontologo francese Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955), singolare e tormentata personalità, capace di coniugare la fede e la scienza in direzione di una mistica globale, in grado di armonizzare la tradizione cristiana occidentale con quella meditativa ed ascetica dell’Oriente.

Da una citazione del nonno di Rebor, Marco Marchiando Pacchiola, scritta appositamente per questa mostra: «Un mio caro amico ultracentenario, generoso nella carità e profetico nella visione del cammino dell’umanità, m’indicava il clou per un percorso di vita: immergersi per emergere e sollevarsi. È una rilettura del pensiero di Pierre Teilhard de Chardin, scienziato e mistico, che ben si addice per chi cammina con cuore libero, aperto alla società e nell’intimità di se stesso. Bisogna calarsi, immergersi, nella realtà quotidiana e riviverla con speranza. Emergere sopra le fazioni e l’opportunismo imperanti, e sollevarsi dalle miserie egoiste ed ingenerose per vedere la luce della bontà».

La personale di Rebor sarà una narrazione poetica del contemporaneo.

La critica, anche spietata e irriverente, all’alienazione del quotidiano, ad una comunicazione invasiva e spesso fallace, a messaggi politici infarciti di demagogia ed opportunismo, viene condotta sul filo dell’ironia, con la convinzione che l’arma creativa, per dispiegare la sua forza, non debba ammantarsi di contenuti brutali, ma avvolgere con fare soffice l’obiettivo, per togliergli respiro, con la volontà successiva di rianimarlo.

Ciò è testimoniato dall’ossessione per il rosa che caratterizza Rebor, simboleggiante un livello soffuso ma non innocuo di trasgressione, dove l’arguzia si fonde con lo stile, come il suo elegante ed un po’ glamour alter ego Mr. Pink.

MAU – Museo d’Arte Urbana.
Via Rocciamelone 7 – 10143 Torino.
21/09/2018 - 15/10/2018.


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