Cinque personali
Il Castello di Rivara Centro d'Arte Contemporanea apre la stagione espositiva 2010 con una serie di personali a cura di Carolina Lio che si svolgeranno in maniera autonoma all'interno delle varie parti del castello.
LUCA BIDOLI – EVERYONE WILL BE EATEN
Una riflessione sull'antropocentrismo dell'uomo che spesse volte dimentica di essere una parte biologica e vulnerabile della natura e si pone arbitrariamente e illusoriamente al di sopra delle sue leggi. In Everyone will be eaten, però, una ritrovata consapevolezza forzata lo spinge a cadere giù dal suo empireo e a precipitare nel vuoto, riprendendo il suo posto all'interno della catena alimentaree abbandonando delle solo transitorie posizioni di superiorità.
ARIANNA CAROSSA – SOUND OF MY SOUL
Un itinerario di installazioni site specific e multi media che si apre con una composizione video di sedute psicanalitiche della stessa artista, la cui traccia audio accompagna un itineraio di diversi oggetti presi dalla vita quotidiana sono riprodotti in tre versioni (l'oggetto fotografato, l'oggetto reale e un simulacro), ponendo un quesito sull'autenticità. La soluzione trovata è un'ultima opera dal sapore mistico: un gioco di specchi e di luce che dà una percezione dell'infinito.
JOHAN FRISO – I HOPE SO
Sculture in dimensioni reali tracciano una riflessione sul tema dello sfruttamento e della schiavitù dei giorni d'oggi, da quella di origine lavorativa ai fenomeni legati agli integralismi religiosi, cercandouna nuova presa di consapevolezza che derivi soprattutto dall'informazione e dall'importanza della comunicazione globale. La narratività della mostra riprende miti storici e bibblici, dall'allegoria sulle vacche grasse, alla storia di Mosè e della liberazione del popolo ebreo schiavo in Egitto.
TAMARA REPETTO – SOAP OPERA
Le installazioni in mostra entrano direttamente in interazione con il pubblico tramite dei sensori.
Ricreano il meccanismo dell'inconscio e dell'onirico attraverso il simbolo del letto e a seconda del numero e della posizione dei visitatori cambiano tipo e intensità di impulsi audio e luminosi, ricreando i meccanismi di interazione tra la sfera intima e quella sociale. Meccanismi non sempre controllabili, come nel video in cui l'artista distrugge gli oggetti attorno a sè riducendoli in frammenti.
ROBERTO VACIS - BLACK PERCEPTION
Nelle sue due ultime serie fotograche, Deux Shibari e Fetish Ikebana, Oriente e Occidente, valori antichi e contemporanei, si mescolano alla ricerca di nuovi equilibri e orizzonti. La crocifissione e il bondage vengono paragonati in una dinamica che accomuna sofferenza e desiderio, estasi religiosa e piacere sessuale. Mentre l'arte giapponese di disporre i fiori e l'abbigliamento fetish vengono visti sulla linea di continuità dell'evoluzione della bellezza e della filosofia del benessere.
La mostra continua fino al 18 aprile 2010

