Home Page / Agenda / La prima morte non si scorda mai

La prima morte non si scorda mai

Giuliano Addari (Spasmo)
personale
Amantes, Circolo Culturale
dal 17/03/2010 al 07/04/2010
La prima morte non si scorda mai

«Scrivere di Giuliano e le sue opere per il sottoscritto non è affare semplice ve lo assicuro. Questo perché per più di un anno non solo abbiamo condiviso una stanza di pochi metri quadri, ma anche e soprattutto sogni, passioni, discorsi seri e chiacchiere futili, risate e anche qualche lacrima.

Siamo diventati come fratelli.
Insomma sarebbe come chiedere ad un ultrà di scrivere della sua squadra del cuore. Questo perché io faccio il tifo per Spasmo e nel vedere esposte le sue fatiche sono anche pronto ad accendere un paio di fumogeni e far partire qualche coro. Scherzi a parte, ricordo come fosse ieri Giuliaccio piegato sulla scrivania a sfornare un disegno dietro l’altro su anonimi quaderni a quadretti. Adesso la sua tecnica si è affinata: ma la voglia di fare, l’umorismo tagliente e nel contempo il velato disagio che molti dei suoi lavori esprimono è rimasto lo stesso di quei giorni, ed io, da buon tifoso, spero resti tale per sempre.
Un disegno di Spasmo non è solo un qualche tratto su un foglio, è un mondo intero che va osservato più e più volte per poterne carpire tutto ciò che porta con sé. In ognuna sua rappresentazione grafica, non troviamo una sola cosa sulla quale focalizzare la nostra attenzione ma una serie infinita di particolari. Prendiamo per esempio l’immagine del “Cristo con i tentacoli”: lì troviamo una serie di cose che bene inquadrano quello che voglio portare alla vostra attenzione, non c’è solo la figura di Gesù in croce al centro del foglio, cioè l’immagine che più salta all’occhio, ma anche siringhe che piovono dal cielo, blatte, topi e quant’altro (queste sono illustrazioni, tra l’altro, che si ripetono nelle sue opere se osservate con la dovuta attenzione), insomma tutto il mondo sopraccitato che ci permette di comprendere meglio ciò che passa nella testa di Spasmo.
Quindi non limitatevi a guardare, bensì lasciatevi catturare dalla bellezza e dalla potenza dei segni che questo artista è capace di portare su carta; vi assicuro che non ne rimarrete delusi, anzi, magari ci troveremo affianco in gradinata ad incitare perché raggiunga vette ancora più alte. L’unica cosa che non vi posso assicurare è che possiate uscire indenni, o almeno non un poco cambiati, dal suo universo, perché come lui stesso scriveva in uno dei suoi primi disegni che ho avuto la fortuna di vedere: “meglio essere Giuliano Addari che normale”»
(Mario “Ri0m@Li3No” Belingeri)

Al Circolo Culturale Amantes, dal 17 marzo (inaugurazione alle 19.00) fino al 7 aprile.

Amantes, Circolo Culturale
via Principe Amedeo 38/a, Torino