Torino Sperimentale
A partire dal 19 febbraio gli spazi della Sala Bolaffi ospitano Torino Sperimentale 1959 – 1969: un progetto espositivo a cura di Giorgina Bertolino e Francesca Pola, articolato in sei sezioni tematiche introdotte da ventidue opere.
Dipinti, sculture e fotografie forniscono al visitatore lo spunto per approfondire questo viaggio nel tempo attraverso documenti, filmati, immagini e audiovisivi rappresentativi, in modo che ciascun visitatore possa decidere come vivere questa esperienza: come la più tradizionale delle mostre o come un laboratorio di ricerca.
La mostra ripercorre i decenni più significativi per l'arte a Torino, quelli che hanno segnato la contemporaneità. La prima sezione Generazioni, introduce il percorso con Felice Casorati e Giulio Paolini e definisce l'arco di tempo preso in esame – dal '59 al '69 – e le generazioni coinvolte. Apolidi ed eccentrici caratterizza il ruolo di Torino come catalizzatore di figure come Carol Rama o di altri che con la città hanno stabilito un legame particolare. La terza sezione L'incontro di Torino prende il nome dall'esposizione che rappresentò un momento riassuntivo della rete di relazioni costruita da Michel Tapié e mette a confronto gli stili di autori come Franz Kline, Georges Mathieu, Louise Nevelson, Kazuo Shiraga. La città dei grandi eventi è dedicata alle celebrazioni del primo centenario dell'Unità: con le architetture di Pier Luigi Nervi, le installazioni di Lucio Fontana e Fausto Melotti e con il Living Theatre. La quinta sezione Il Museo sperimentale e il sistema dell'avanguardia, traccia le relazioni tra la Galleria d'Arte Moderna, gli spazi sperimentali e le gallerie private attraverso le ricerche di artisti come Aldo Mondino, Sandro De Alexandris, Emilio Scanavino, le performance di Ben Vautier con Ugo Nespolo, Plinio Martelli e Gianni Emilio Simonetti. A chiudere le sei sezioni Nuove identità con Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Giorgio Griffa, Giuseppe Penone, Gianni Piacentino e Michelangelo Pistoletto, la generazione di artisti che ha gettato le basi della vitalità e della contempotaneità di Torino.
La mostra è accompagnata da un catalogo curato da Giorgina Bettolino e Francesca Pola.

