Tutta la memoria del mondo
Nel GAM Underground project, Ian Kiaer cede il passo a Tutta la memoria del mondo, la mostra curata da Elena Volpato. Una collettiva di artisti italiani e stranieri che attraverso le loro opere indagano i meccanismi del racconto storico, dagli strumenti di archiviazione e di raccolta delle informazioni che talvolta, valicando il confine tra falso e reale, producono esiti di totale finzione paradossalmente rappresentativi del nostro tempo.
In mostra il sudafricano (olandese d'adozione) James Beckett con i suoi reperti etnografici, l'indagine e la ricostruzione storica di Rossella Biscotti, che presenta l'installazione The Undervover man, nella quale Joe Pistone, aka Donny Brasco, appare per la prima volta nei panni di se stesso in un film noir. La relazione che ogni artista intrattiene con la propria tradizione e la propria cultura è alla base del lavoro di Patrizio di Massimo, sua l'opera The secret proceedings in the trial at Benghazi, 15 September 1931, che analizza la vicenda del colonialismo italiano in Libia. E ancora il lavoro sui processi di comunicazione propagandistica di Dani Gal (israeliano, vive a Berlino) e le opere di Haris Epaminonda, Simon Fujiwara e Sean Snyder.
Accompagna la mostra un programma di proiezioni di video di Clemens Von Wrdemeyer, Cyprien Gaillard, Zachary Formwalt, Dani Gal e il berlinese Archive Book, per l'occasione, realizza una sala lettura nella quale potete consultare libri e cataloghi sul rapporto tra arte contemporanea e metodologie storiografiche.
La mostra inaugura il 24 febbraio alle 18.30 e continua fino al 23 maggio

