Amarcord
ArchiveNonostante una crisi che non ha risparmiato nessuno – nemmeno i templi dell'arte – non si può certo dire che il 2009 ci abbia lasciato all'asciutto. É iniziato che ancora le Cinquanta lune di Saturno brillavano, e alla Sandretto Paul Chan faceva bella mostra di sé. Dopo di lui hanno sfilato Glenn Brown, le opere delle fondazioni di FACE, la fotografia italiana Da Guarene all'Etna e non abbiamo mai potuto vedere il nemico pubblico numero uno degli animalisti (così hanno detto loro) Adel Abdessemed (che per la cronaca, nel tempo libero non è ne un macellaio, ne un terrorista). Alla GAM si è partiti dalle rovine e dal tempo filmico di Cronostasi e si è arrivati alla rivoluzione eccheriana. A Rivoli domina ancora la lunga retrospettiva su Gianni Colombo mentre la Merz ci ha regalato i giovani artisti libanesi, Gabriele Basilico, Wolfang Laib, Luisa Rabbia, Mona Hatoum e un Laurence Weiner Inclined to roll enough che ha ceduto il passo al nuovo anno. Il PAV è stato teatro di Cunéaz, Leonardi, Neira, Sophie Usinier, Bonetto, Toffolini e Viale. E non solo: Vercelli ha rafforzato il suo legame con la famiglia Guggenheim; Venaria ha ospitato l'Egitto sommerso di Goddio, che nell'ambientazione aveva lo zampino della Anderson; insieme a Torino Spiritualità è tornata la Neshat (non da sola, ce l'ha portata Noire); il museo di Scienze Naturali non è mai stato così visitato come con World Press Photo e le gallerie – ça va sans dire – non si sono fermate un attimo. E voi di tutto ciò cosa avete visto? Cosa avete più apprezzato e cosa vi piacerebbe vedere in questo 2010? Raccontatecelo qui, nel Diary. Vi aspettiamo con commenti e racconti.


Commenti
cosa ricordo del 2009
Lunedì, 22 Febbraio 2010 15:54:34
Federico