A carte scoperte
Archivio
Dopo Rivoli e Artissima anche la Fondazione Merz ha il suo nuovo padrone di casa. Si chiama Mariano Boggia e alla Merz, in realtà era già un habituè, collaborando prima con Mario (dal 1984 fino all'anno della morte dell'artista, nel 2003) e poi con Beatrice, sia per il restauro della sede che per la gestione dell'Archivio e l'allestimento delle mostre e della collezione.
Con la nomina di Boggia si chiude il cerchio, ognuno al proprio posto: pronti-partenza-via. Se volete sapere cosa riserva il 2010 in via Limone 24 possiamo anticiparvi la mostra dei fratelli De Serio (dal 10 al 18 aprile), il progetto Atelier/Collaborations con una settimana di eventi e laboratori dei Dipartimenti Educazione dei musei cittadini (26 aprile – 2 maggio) e una mostra sulla pittura di Merz intitolata Corteo della Pittura e curata da Rudi Fuchs (12 maggio – 26 settembre). In estate la Fondazione ospita la terza edizione di Meteorite in Giardino: cinque appuntamenti tra arte, scienza e musica (21 giugno – 22 luglio) e in autunno, la sezione dedicata all'arte contemporanea della manifestazione Il Prisma Iraniano, un progetto che esplora diversi ambiti della cultura iraniana.
In quanto ad anticipazioni non è da meno Rivoli che in conferenza stampa, con Minoli, Bellini e Merz presenti all'appello, ha svelato la nuova linea del museo. Creare un pubblico nuovo e più vasto e trovare nuovi fondi sono i punti all'ordine del giorno: al primo ci pensano i due curatori, al secondo Minoli, ispirato dalla istituzioni straniere. Secondo Bellini: «Rivoli deve continuare ad avere un ruolo forte a livello internazionale ma deve anche avere una funzione fondamentale per il territorio, deve ispirare il proprio pubblico. Il senso di un museo di arte contemporanea è proprio quello di dare un contributo allo sviluppo sociale e civile del territorio». Fondamentale, in tal senso, un programma che coinvolga sempre più persone. La nuova era di Rivoli comincia a marzo con la mostra Tutto è connesso (a cura di Beatrice Merz): le opere della collezione presentate in un nuovo allestimento che coinvolge gli artisti stessi, con opere acquisite a patire dal 1999 fino alle più recenti. Questo al primo e secondo piano, mentre il terzo ospita le opere della svizzera Pipilotti Rist. Tra gli altri progetti: la mostra nella Manica Lunga curata da Adam Carr intitolata Exhibition, Exhibition/Mostra, Mostra e il ciclo dedicato agli “irregolarri”, quegli artisti fuori dagli schemi che hanno condizionato l'arte degli ultimi decenni (si parte con Emilio Villa). Per finire, spazio all'interdisciplinarità con Fuori Cornice: un cinema all'aperto, gratuito, nel quale gli artisti presentano i propri film o quelli che sono stati importanti per la loro formazione, oltre a un programma di performance teatrali, musicali e percorsi didattici. Aspettiamoci un Castello aperto, quindi. Come ha detto Bellini: «Non un tempio dell'arte ma un forum, un luogo dove incontrarsi».

