Arte Povera International
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Non poteva esserci curatore migliore di Germano Celant per la nuova mostra in apertura al Castello di Rivoli, Arte Povera International. Sarebbe meglio parlare di “gruppo di mostre” o di evento nazionale: perchè quella messa in piedi da Celant per l’autunno 2011 è una panoramica che attraversa tutta l’Italia, da Bari a Bergamo, da Roma a Milano, da Napoli a Bologna, fino a Torino.
Sette città, otto tra musei e enti culturali, sette mesi in totale di mostre. Il padre ideale del movimento artistico nato alla fine degli anni Sessanta – fu proprio Celant a coniare il termine “Arte povera” in quel periodo – ha fatto le cose in grande: 250 opere (dal 1967 al 2011) per un totale complessivo di 15mila metri quadrati di impianto espositivo.
Sabato 8 ottobre Arte Povera International apre a Torino, per quello che probabilmente è l’appuntamento più importante e significativo, nelle sale del Castello di Rivoli, fino al 19 febbraio del 2012.
È proprio nel capoluogo piemontese che nasce l’arte povera, da un gruppo di artisti uniti dall’ammirazione per i nuovi linguaggi espressivi delle avanguardie e dalla repulsione per la Pop Art. Anselmo, Boetti, Calzolari, Fabro, Kounellis, Mario e Marisa Merz, Paolini, Pascali, Penone, Pistoletto, Prini e Zorio sono i “magnifici 13”, tra cui molti torinesi e molti operanti a Torino, che nel 1967 trovano una matrice comune grazie a Celant che li identifica e li sponsorizza.
Per questo la tappa torinese assume valenze particolari, perchè è da qui che tutto è nato ed è qui che molti di loro ancora continuano a operare – basti vedere le Luci d’Artista.
Perchè “International”? Perchè il progetto di Celant fa dialogare le opere classiche dell’Arte Povera con quelle che il curatore considera affini, a livello, appunto, internazionale. Le sale del Museo d’Arte Contemporanea si riempiono di paralleli, contrasti, dualismi. Le installazioni tipiche – nè dipinti, nè sculture – fatte di materiali di recupero, di luci, di metallo, di legno, interagiscono con le opere degli artisti selezionati da Celant, in gran parte stranieri: da Vito Acconci a Sol LeWitt, da Lucio Fontana a Gilbert&George, da Nicola De Maria a Joseph Beuys, da Andy Warhol a Daniel Buren, da Gino De Dominicis a Rebecca Horn. Per citarne solo alcuni.
Questo il calendario delle mostre nel resto del Paese:
Arte Povera 1968 a Bologna, MAMbo Museo d’Arte Moderna (24 settembre/26 dicembre)
Omaggio all’Arte Povera a Roma, MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo (7 ottobre/8 gennaio)
Arte Povera 1967-2011 a Milano, Triennale (25 ottobre/29 gennaio)
Arte Povera in città a Bergam, GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (novembre/aprile 2011)
Arte Povera più Azione Povere 1968 a Napoli, MADRE Museo D’Arte Contemporenea Donnaregina (11 novembre/aprile 2012)
Arte Povera alla GNAM, a Roma, Galleria nazionale d’arte moderna (7 dicembte/4 marzo 2012)
Arte Povera in teatro a Bari, Teatro Marghertia (15 dicembre/11marzo).

