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Come la Ginzburg
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La memoria familiare di due genitori tramandata a una figlia – chi siamo e da dove veniamo –, ma anche il tentativo di proteggere l'infanzia e di capire cosa è la famiglia oggi, che cosa significa essere genitori e adottare un bambino in una società che non ama molto le famiglie miste, che vuole tutti belli e felici sotto tetti belli e solidi. Ma si sa che Generalmente le buone famiglie sono peggiori delle altre, come cita una delle opere che compongono Messico Famigliare, la mostra di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini alla Fondazione Merz (dal 19 gennaio al 28 febbraio), curata da Francesca Pasini.
Se l'idea di biografia è un leitmotiv nell'opera dei due artisti, in questa mostra più che mai ci troviamo nel mezzo della loro storia. «Un progetto nato un paio di anni fa – racconta Ottonella – quando ancora non eravamo genitori, che non a caso nasce in una Fondazione che, per sua natura, porta a pensare a un'altra storia famigliare e al concetto di eredità, al tramandare, al conservare».
La precarietà e l'inadeguatezza del concetto tradizionale di famiglia – costante del progetto – è rappresentato dall'installazione che dà il titolo alla mostra, Messico Famigliare: una casa rovesciata, con le pareti in plexiglass sulle quali gli artisti hanno inciso frasi cariche di significato legate ai pregiudizi sull'adozione, esperienza reale della coppia che ha adottato una bimba vietnamita. Al piano interrato invece spicca il video intitolato, appunto, Generalmente le buone famiglie sono peggiori delle altre, realizzato con alcuni filmati d'epoca, repertorio delle famiglie dei due artisti. Un ponte tra la loro storia e quella della figlia, tra il passato e il futuro: «É la memoria che noi rivolgiamo a lei: noi arriviamo da qui. Ma anche una riflessione sulla famiglia come istituzione strumentalizzata e politicizzata, che forse, così, oggi non ha più senso».
Una parte del progetto è dedicato anche ai più piccoli, coinvolti come parte attiva del lavoro nel laboratorio intitolato Little boxes, che gli artisti conducono insieme al Dipartimento Educativo della Merz. Si tratta di un invito a riflettere sul concetto di casa e a raccontare le storie che accadono in questo scenario, il cui risultato è destinato al volume della mostra che contiene anche la documentazione del lavoro svolto con i bambini, presentato nel finissage del 27 febbraio.
La mostra inaugura il 19 gennaio alle 18.00 e continua fino al 28 febbraio.


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