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Dai ‘60s ai ‘60s. Un secolo dopo l’Unità d’Italia, la Pop Art

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Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, il 21 aprile 2017, inaugura la mostra Dai ‘60s ai ‘60s. Un secolo dopo l’Unità d’Italia, la Pop Art, a cura di Luca Beatrice, critico d’arte, e Ferruccio Martinotti, direttore del Museo Nazionale del Risorgimento di Torino. L’obbiettivo è confrontare i momenti fondamentali della storia italiana che hanno caratterizzato i due decenni, rispettivamente gli anni Sessanta dell’Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento, attraverso le 42 opere selezionate che ne testimoniano le vicende.
Il fine dell’esposizione non è quello di suggerire un dialogo didattico-didascalico, ma di stimolare il pubblico: è il visitatore a cercare le connessioni, per analogia o antitesi, in base alle proprie curiosità emozionali, dalla storia fino all’attualità.

Il 1860 è segnato dall’impresa dei Mille, guidata da Garibaldi, che porta, nel 1861, all’unificazione del Regno d’Italia, un regno ancora da completarsi, uno Stato Nuovo in quanto mai esistito prima nella geografia politica ed europea, ma allo stesso tempo Vecchio perché basato sulla solidità del Regno di Sardegna (che con l’unificazione riunisce sotto di sé squilibri economici, sociali, culturali e territoriali).

Cento anni dopo, nel 1961, a soli sedici anni dalla fine del conflitto mondiale, l’Italia si trova in un periodo di boom economico, (aumento del PIL, esplosione demografica, inurbamento, migrazione dei cittadini verso le metropoli). Gli anni Sessanta del Novecento, fin dal principio, sono anni di cambiamento.

La mostra presenta il decennio ottocentesco con due tempere dell’artista Carlo Bossoli, reporter eccezionale delle battaglie che fanno da sfondo all’unificazione dell’Italia. A seguire opere di pittura storica tipiche dell’età risorgimentale italiana, strumento espressivo di quei pittori-soldati volontari che partecipano alle campagne d’indipendenza. Così, alle tele di Cesare Bartolena, Michele Cammarano, Raffaele Pontremoli, Angelo Trezzini, fanno  da contrappunto quelle di Massimo d’Azeglio e del militare di carriera Cerruti Bauduc, alternate nel percorso espositivo, alle grandi fotografie di eventi e volti che segnarono il decennio.

Gli anni Sessanta del Novecento sono rappresentati principalmente dalla Pop Art, corrente artistica che nasce in Gran Bretagna alla fine degli anni Cinquanta ma, a partire dagli anni Sessanta, si sviluppa negli Stati Uniti da cui poi si diffonde in tutta Europa. Pop Art significa arte popolare, dove popolare sta per “di massa”, cioè prodotta in serie, è un’arte che vuole rappresentare l’immaginario collettivo dell’uomo consumatore. In Italia la Pop Art diventa il genere pittorico più interessante in quanto legata ai fenomeni sociali del tempo. Gli artisti contemporanei coinvolti nella mostra sono: Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Renato Mambor, Mimmo Rotella, Giosetta Fioroni, Emilio Tadini, Enrico Baj, Gianfranco Pardi, Gianni Bertini, Roberto Malquori, Ugo Nespolo, Piero Gilardi, Aldo Mondino.

www.museorisorgimentotorino.it