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Giorgio Galotti e il progetto indipendente DAMA

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In occasione della settimana di Contemporary Art a Torino, abbiamo avuto l’occasione di visitare la nuovissima curated fair DAMA, ideata da Giorgio Galotti e ospitata nella bellissima cornice storica di Palazzo Saluzzo Paesana.

L’idea di DAMA, presentata come una fiera organizzata dalle gallerie, una collaborazione tra queste e gli artisti, i curatori e i collezionisti, nasce da modelli precedenti come Independent o Sunday con l’obiettivo di allontanarsi dall’organizzazione fieristica classica e fondarsi sull’impegno di pochi curatori - senza alcuna mediazione - in una location ben definita e nota al pubblico, al contrario dei luoghi asettici tipici delle fiere.

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Dieci sono state le gallerie selezionate dal curatore Domenico De Chirico provenienti da ogni parte del mondo, da Shangai a Città del Messico, e numerosi i temi attorno ai quali ruotavano le opere e le installazioni presentate, così come gli strumenti e i materiali utilizzati, che spaziavano da proiezioni video ispirate a delle novelle di Italo Calvino (Yautepec, Città del Messico), fino all’uso dinamico di scatole di cartone colorate (DREI, Cologna).

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Le dieci sale accompagnavano lo spettatore attraverso dieci diverse realtà: dall’immaginario mondo degli zombie dove vita e morte si confondono, proposto dalla galleria CINNAMON di Rotterdam, fino all’esplorazione del rapporto tra tecnologia e uomo attraverso i dipinti paesaggistici di Priscilla Tea (Germania) che mettono il visitatore di fronte ad ambigui spazi infiniti sospesi tra realtà e ritocco fotografico. I due artisti presentati da Giorgio Galotti si sono concentrati invece sullo spazio della “Sala del Consiglio”, giocando con tessuti di varia dimensione riposti sugli arredamenti come volontà di protezione dalla polvere e dai segni del tempo che passa.

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Il dialogo tra architettura barocca e le opere presentate, estremamente attuali e alcune delle quali pensate appositamente per il progetto, e la capacità di stabilire un rapporto con gli spazi utilizzati attraverso specifici allestimenti che hanno evocato gli appartamenti di collezionisti privati, hanno contribuito a rendere Dama un progetto riuscito che si è arricchito anche con un programma di performance e talks, curato da Lorenzo Balbi, responsabile del programma Young Curators della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

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Nel video che segue, riattraversiamo le sale di Palazzo Saluzzo in compagnia di Giorgio Galotti che ci racconta la nascita e lo sviluppo del progetto indipendente DAMA.