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Il firmamento di James Brown

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Il primo protagonista dei Dialoghi alla GAM

Si chiama Dialoghi il nuovo progetto della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea: un’iniziativa che prende il via dal 25 novembre, coinvolgendo artisti affermati della scena mondiale. Come suggerisce il nome, il progetto intende far parlare la grande arte contemporanea con la collezione permanente della GAM, invitando un artista a esporre negli spazi del museo.

L’intento è quello di mettere in relazione le opere contemporanee con i capolavori conservati nel museo, grazie anche all’aiuto del dipartimento curatoriale che collabora con l’artista invitato, seguendolo e consigliandolo nella scelta, per raggiungere un risultato suggestivo e sorprendente.

Il primo artista di Dialoghi è James Brown, che fino al 12 febbraio porta a Torino Firmament, una serie realizzata tra il 2007 e il 2010, formata da nove quadri di grande formato e dagli studi preparatori. Nato a Los Angeles nel 1951, Brown si è formato in Europa, a Parigi, e negli Stati Uniti negli anni Settanta, rientrando poi nel gruppo dell’East Village newyorkese all’inizio degli anni Ottanta, quando comincia a esporre: prima nella galleria di Tony Shafrazi poi in Europa con Lucio Amelio e di nuovo nella “grande mela” con Leo Castelli. Oggi parte delle opere di James Brown sono conservate al Moma di New York.

L’astrattismo di Firmament è il risultato di una ricerca che spazia tra vari ambiti della cultura: dalla teorizzazione storico-artistica di Kandinskij si sposta verso la suite The Planets del compositore inglese Holst e raggiunge la letteratura americana di Seidel, con la trilogia The Cosmos Trilogy.

A completamento del progetto e della sua caratura internazionale, la GAM ha chiamato Alan Jones – scrittore newyorkese considerato uno dei più grandi cronisti della storia dell’arte contemporanea, nonchè grande conoscitore della Pop Art – a realizzare il catalogo-intervista di questo primo appuntamento con Dialoghi.

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