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L'Italia di Magnum

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Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin

Con la mostra l'Italia di Magnum CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia racconta la cronaca, la storia e il costume del nostro paese negli ultimi 70 anni attraverso l’esposizione di oltre duecento immagini.

Introduce la mostra un omaggio ad Henri Cartier-Bresson e al suo viaggio in Italia negli anni Trenta. Il percorso espositivo inizia con la serie di Robert Capa e quella di David Seymour. Il primo rappresenta un paese in rovina, distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale mentre il secondo, immortalando dei turisti in visita alla Cappella Sistina rivela un paese che sta rinascendo dalle ceneri della guerra.

Proseguendo il percorso si incontrano le bellezze e le contraddizioni di Roma viste dagli occhi di Elliot Erwitt, con René Burri si rivive il momento dell'inaugurazione della storica mostra dedicata a Picasso nel 1957 (un forte segnale di apertura e confronto con la contemporaneità), Herbert List invece conduce il pubblico a Cinecittà.

Il decennio successivo viene raccontato dalle fotografie di Thomas Hoepker che raccontano le Olimpiadi di Roma e la vittoria dell’atleta Cassius Clay passato alla storia come Mohamed Alì. Bruno Barbey testimonia i funerali di Togliatti ed Erich Lessing documenta il boom economico degli anni Cinquanta.

Il percorso prosegue con Ferdinando Scianna, sono ormai gli anni Settanta e le sue fotografie raccontano il passaggio tra i due decenni attraverso immagini della Sicilia sempre uguale, ma mutevole allo stesso tempo. Leonard Freed riporta frammenti del referendum sul divorzio, Raymond Depardon racconta i manicomi nel periodo in cui viene approvata la Legge Basaglia.

Scianna apre gli anni Ottanta con immagini di Berlusconi prima dell’ascesa politica. Patrick Zachmann racconta Napoli e la camorra.

Nell’ultima sala si arriva infine alla contemporaneità: gli anni Novanta e Duemila sono come un viaggio tra i ricordi più recenti e l'attualità raccontata ad esempio da Alex Majoli che confronta le discoteche di allora con quelle di oggi, Thomas Dworzak che riporta alle drammatiche giornate del G8 di Genova, Peter Marlow che racconta la guerra nell’ex-Jugoslavia e Chris Steele Perkins che presenta la Clericus Cup (torneo di calcio tra religiosi).

In chiusura le opere di Paolo Pellegrin confrontano una piazza San Pietro affollata e in lutto per la morte di Papa Giovanni Paolo II con un’altra folla, quella dei migranti su un barcone, tragico segnale di attualità.

Uscendo dalla sala il visitatore si imbatte nelle fotografie di Mark Power dedicate ai luoghi simbolo della cultura italiana come piazza San Marco a Venezia, il Museo del Cinema di Torino, il Duomo di Milano.

La mostra L’Italia di Magnum è a cura di Walter Guadagnini con la collaborazione di Arianna Visani.