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L’Italia negli scatti dei fotografi Magnum

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Ha inaugurato lo scorso 3 marzo negli spazi di CameraL’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin”, una mostra che vuole essere un omaggio a Magnum Photos, la più storica e autorevole agenzia fotografica del mondo – e partner istituzionale di Camera – in occasione del 70° anniversario dalla sua fondazione.

L’esposizione si compone di oltre duecento immagini che raccontano, con un linguaggio tra fotogiornalismo e arte, gli eventi, i personaggi e i luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi, in un affascinante intreccio di fotografie iconiche e di altre meno note. 

Attraverso lo sguardo di venti fra i più grandi maestri della fotografia internazionale, la mostra si articola in un percorso cronologico, organizzato per decenni nel corso del quale incontriamo, ad esempio, Renè Burri che nel 1953 raggiunge Milano dalla Svizzera per documentare un evento irripetibile: Palazzo Reale che si prepara ad accogliere le opere di Picasso, in particolare Guernica, che arriva direttamente dai magazzini del MoMA di NY. Le sue foto di quell’evento fanno il giro dei giornali consacrando l’autore e la stessa rinascita culturale del paese.

Ritroviamo l’abilità di Henri Cartier-Bresson nel colgliere i frammenti, quei momenti unici e irripetibili in cui i soggetti appaiono negli aspetti più significativi e nelle forme più evocatrici.

L’arte di Robert Capa che per circa un decennio documenta i principali conflitti mondiali realizzando le immagini più iconiche della storia del fotogiornalismo. Sarà lui a raccontare le conseguenze più tangibili della Seconda Guerra Mondiale: i cumuli di macerie, le rovine delle città  lasciate dalla furia del conflitto.

David Seymour

Entriamo nel Vaticano visto attraverso gli scatti di David Seymour che, visitando la Cappella Sistina, ritrarrà decine di visitatori intenti ad ammirare gli affreschi di Michelangelo, rapiti dalla loro magnificenza mentre si lasciano alle spalle la durissima esperienza del conflitto, grazie alla riscoperta della bellezza.

Negli anni Sessanta, Bruno Barbey attraversa l’Italia per catturarne lo spirito di quel momento così particolare. Prima di concludere la sua evocativa “collezione di figure archetipe” - mendicanti, suore, carabinieri, prostitute, mafiosi - avrà l’occasione di partecipare ai funerali di Palmiro Togliatti nell’agosto del 1964.

bruno barbey

Approdiamo negli anni Settanta da un lato con Leonard Freed, che ci mostra l’Italia concitata e spaccata in due sulla legge del divorzio, e dall’altro con Raymond Depardon, che nel 1977 raggiunge Trieste per realizzare un reportage sugli ospedali psichiatrici, incoraggiato da Franco Basaglia, capofila della lotta per la loro chiusura. Sarà un impegno a lungo termine, fondamentale per far venire alla luce le condizioni di vita degli internati, difficilmente credibili se non documentate visivamente. 

Patrick Zachmann
Patrick Zachmann2

Visitiamo Napoli con Patrick Zachmann che nel 1982 documenta il dilagare della camorra e delle lotte tra le faide per il controllo del mercato della droga. Fotografa l’attività della squadra antimafia ma anche i cittadini coinvolti, i parenti dei camorristi e gli abitanti del quartiere dove è appena stata portata a termine un’operazione. Il suo lavoro è soprattutto una riflessione sulla violenza: della polizia, dei camorristi e dell’atto stesso di fotografare. Gli scatti realizzati usciranno l’anno successivo nella sua prima pubblicazione dal titolo “Madonna!”, dove l’autore - con una scelta inedita - affiancherà alle immagini alcuni testi di finzione, in un’ambigua e brillante rilettura dei soggetti immortalati. 

La Sicilia e i suoi rituali religiosi, l’incontro con Silvio Berlusconi nel 1986 negli studi di Segrate, la moda, sono gli universi al centro del lavoro fotografico di Ferdinando Scianna, esposto da Camera. 

martin parr

Alla fine degli anni Ottanta, anche Martin Parr raggiunge l’Italia per raccontare con occhio ironico e spietati i luoghi comuni, kitsch, grotteschi del fenomento turistico e della società dei consumi. Il suo ingresso in Magnum nel 1984 sarà il più dibattuto della storia dell’agenzia e sancirà una prima profonda apertura verso un diverso approccio documentaristico-antropologico, che gioca con la fotografia stessa scardinandone le regole e mescolando realtà e artificio. 

Qui il video trailer della mostra accompagnato dal commento di Walter Guadagnini, direttore di Camera e curatore della mostra insieme ad Arianna Visani.

La mostra sarà visibile fino al 21 maggio 2017.