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L’emozione dei colori nell’arte

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Dipingere le forme vestite dalla luce di altri mondi con i colori ottusi della terra è un compito arduo; esprimiamo gratitudine a chi ha tentato di farlo. Avrebbero bisogno di fuoco colorato, ma hanno solo pigmenti e terre a disposizione.

Annie Besant

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea firmano una seconda allenza (dopo quella per la mostra Organismi) per ospitare le 400 opere scelte per L’emozione dei colori nell’arte inaugurata il 14 marzo.

La mostra indaga il tema del colore da tutti i punti di vista possibili (filosofico, biologico, antropologico, neuroscientifico) prestando particolarmente attenzione ai movimenti e alle ricerche artistiche che si discostano dalle storie canoniche sul colore e l’astrazione. La riflessione sul colore parte da un punto di vista che tiene conto della luce, delle vibrazioni e del mondo affettivo e solleva subbi sulla standardizzazione nell’uso del colore nell’era digitale, standardizzazione che riduce sensibilmente le nostre capacità di distinguere i colori nel mondo reale.

Se alla GAM è raccolta la parte più storica del percorso, con qualche esempio contemporaneo, a Rivoli si trovano invece capolavori europei come Manet e Munch, ma soprattutto arte africana, asiatica e americana dagli anni Sessanta a oggi.

Il percorso inizia idealmente alla GAM con l’opera site specific di Jim Lambie, un pavimento colorato a strisce psichedeliche in vinile prismatico con Zobop su cui il pubblico è invitato a muovere i primi passi nel mondo dei colori. Le tappe di questo viaggio ripercorrono diverse correnti, dagli esperimenti settecenteschi con cui Isaan Newton si occupava per la prima volta dello studio del colore come onda elettromagnetica, agli acquarelli originali di Goethe, autore della teoria dei colori ottocentesca.
Dalle avanguardie storiche a quelle moderne, inclusi filmati di cinema psichedelico.

Ci sono Balla, Klee, Matisse, Kandinskij e Munch ma c’è anche l’arte Hindu Tantra vera predecessora dell’arte astratta che utilizza le forme-colore come fonti per la meditazione e la trasmissione immateriale del pensiero.

La mostra, curata da Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria, Elena Volpato e Elif Kamisli, si è potuta realizzare grazie al contributo di collezionisti privati e musei di tutto il mondo che hanno prestato le proprie opere per l’occasione.

www.gamtorino.it

www.castellodirivoli.org

*GAM Torino. Carlos Cruz-Diez "Chromosaturation" Allestimento COLORI. Ph Giorgio Perottino