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La storia che non ho vissuto (testimone indiretto)

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La nuova generazione di artisti italiani indaga sul passato del Paese

Sono in otto, il più “vecchio” è del 1967, il più giovane del 1983.

Si chiamano Francesco Arena, Rossella Biscotti, Patrizio Di Massimo, Flavio Favelli, Eva Frapiccini, goldiechiari e Seb Patane e sono stati selezionati per rappresentare la nuova generazione di artisti italiani, in un confronto con il passato del Paese, per La storia che non ho vissuto (testimone indiretto) la nuova mostra al Castello di Rivoli ideata e curata da Marcella Beccaria.

Ripercorrendo con una memoria che non potevano avere, perché non ancora nati o troppo piccoli per ricordare, gli artisti si soffermano su alcuni fatti tragici del Novecento italiano traendone l'ispirazione per un'opera d'arte.

Fascismo, stragi, anni di piombo, mafia, scandali e misteri. Come un'eredità non richiesta, la storia si è ripresentata ai giovani protagonisti della mostra con il suo pesante carico di eventi da leggere e interpretare in modo più moderno, disincantato, o semplicemente diverso.

Francesco Arena sceglie di tornare sul controverso tema della morte di Pinelli; il mistero della strage di Ustica è il vergognoso fatto sul quale punta i riflettori Flavio Favelli; il provocatorio collage Dispositivi di rimozione del duo goldiechiari rispolvera la strage di piazza della Loggia a Brescia. Eva Frappicini, invece, è dal 2005 che scatta fotografie nei luoghi teatro di morte e disperazione, forse alla ricerca di dettagli che le parlino di qualcosa che ancora non sa.

Nonostante la scelta di temi oscuri, ciò che emerge dalle opere, tutte diverse per stili e forme linguistiche non è solo denuncia e critica, ma anche speranza. Il passato rispolverato dagli artisti, volutamente privo dell'inflazionato fascino vintage, viene celebrato per quello che è: l'unica chiave possibile per migliorare il futuro.

La mostra al Castello di Rivoli rappresenta anche il segnale della volontà, da parte dell'arte contemporanea, di tornare a individuare nella storia del Paese un importante oggetto di ricerca artistica, dopo quasi trent'anni di disinteresse alle vicende nazionali (salvo rare eccezioni).

La collettiva include, oltre alle opere realizzate sul tema del passato, anche altri lavori creati negli ultimi cinque anni dagli otto protagonisti della mostra.

Il progetto espositivo è reso possibile dal contributo degli Amici Sostenitori del Castello di Rivoli e si avvale della Media Partnership de La Stampa e RAI- La Soria siamo noi.

La storia che non ho vissuto (testimone indiretto) inaugura il 15 settembre e termina il 18 novembre.
E' previsto un programma di eventi collaterali dedicato alla storia italiana e alla rilettura degli eventi analizzati dalle opere.