Mimesi Permanente
Archivio
La GAM ospita la mostra Mimesi Permanente curata da Alessandro Rabbottini, il cui sottotitolo cita a chiare lettere: una mostra su simulazione e realismo. Si tratta infatti di un progetto che riunisce tredici artisti internazionali che riflettono sul tema della profusione dell'immagine digitale attraverso l'utilizzo di mezzi tradizionali e totalmente analogici come la pittura, la scultura e il disegno. Si va dalle opere di artisti come Elad Lassry (1977, Israele / Stati Uniti) e Michael Riedel (1972, Germania) che cercano di rendere palese il processo di produzione dell'illusione, a quelle di Anna Barriball (1972, Gran Bretagna), Frank Benson (1976, Stati Uniti), William Daniels (1976, Gran Bretagna) e Giuseppe Gabellone (1973, Italia) che producono forme in bilico tra l'essere immagine e l'essere oggetto. La riflessione tra finzione e realtà si estende ai campi della politica e dell'economica nei lavori di Roman Ondák (1966, Slovacchia), Pratchaya Phinthong (1974, Tailandia) e Carey Young (1970) mentre la riflessione sulla specificità dei media e dei supporti è al centro delle opere di Seth Price (1973, Stati Uniti), Sterling Ruby (1972, Germania / Stati Uniti) e Kelley Walker (1969, Stati Uniti).
La mostra continua fino al 26 settembre.

