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Nel mondo di Bruno Munari

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“Il pensiero pensa e l’immaginazione vede.”

Oggi vi portiamo ancora una volta alla scoperta di un artista totale: Bruno Munari. Perché, se ancora non l’avete vista, la mostra dedicata a questo grande artista e ospitata al Museo Ettore Fico è davvero imperdibile. 

ll percorso espositivo pone in evidenza la sua multiforme ricerca e l’originalità della sua sperimentazione offrendo uno sguardo sull’ampio arco delle sue operazioni creative: dai disegni ai progetti, dai collage ai dipinti, alle sculture, ai libri illeggibili, agli oggetti di industrial design, alle esperienze di grafica editoriale, all’architettura. 

Tutto verte intorno all’idea di arte totale, somma di orientamenti e relazioni conoscitive che rivelano il piacere del comunicare, il rigore e la semplicità delle forme, la critica delle convenzioni artistiche, con l’ironia necessaria per esercitare l’immaginazione da molteplici prospettive.

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Perché “arte è ricerca continua – ha scritto Munari – assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nella forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi”.

Regola e caso si incontrano per raggiungere un perfetto equilibrio nella fantasia. Da un lato la sperimentazione, dall’altro la didattica, alla ricerca di idee semplici ed essenziali. “Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita – ha scritto sempre Munari – vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare». 

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Attraverso un’esemplare scelta di opere dagli anni Trenta agli anni Novanta, l’omaggio al genio creativo di Munari ripercorre le fasi iniziali che, dalle premesse futuriste delle “tavole tattili”, si sviluppano in modo provocatorio e ironico nei confronti delle logiche razionaliste con l’invenzione di “sculture aeree”, “macchine inutili”, oggetti di rete metallica appesi al soffitto “concaviconvessi” e successivamente “macchine aritmiche” fino alle “sculture da viaggio” che sfidano la retorica della scultura monumentale.

In mostra potrete vedere l’importante ciclo dei Negativi-positivi degli anni Cinquanta, così come la serie delle Curve di Peano (1974) dove Munari affronta il rapporto tra linea e quadrato interpretando l’ipotesi matematica che possano esistere linee curve senza tangenti, spingendo l’osservatore a «immaginare quale potrà essere il colore della superficie quadrata quando la curva, rimpicciolendosi e moltiplicandosi all’infinito, l’avrà riempita quasi tutta».

E poi l’invenzione delle Scritture illeggibili di popoli sconosciuti (1947), alfabeti ironici e scherzi grafici, Ricostruzioni teoriche di oggetti immaginari (1955), e ancora giochi grafici, Ideogrammi, Variazioni sul viso umano, Antenati, Alberi, Nomi e altri divertimenti come la serie delle “cartoline modificate”.

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La leggerezza aerea delle costruzioni plastiche con opere come Salto mortale, Filipesi, Alta tensione, Flexy.

Non mancano le Proiezioni dirette per comporre piccoli collage colorati trasparenti che possono essere proiettati con un comune proiettore per diapositive; il Polariscop (1969), delle pellicole trasparenti che, disposte in una scatola di ferro e retroilluminate, diventano dei mezzi “per generare e animare il colore”, osservando la sua nascita e la sua mutazione.

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Un ruolo importante è stato poi riservato anche alla documentazione intorno al libro, nelle sue molteplici identità di libri-oggetto, pre-libri, libri illeggibili, libri didattici, libri teorici, con varie ricerche di grafica editoriale, in particolare le prime idee, un prezioso repertorio che testimonia i rapporti con le case editrici con cui ha maggiormente collaborato: Einaudi, Scheiwiller, Zanichelli, Laterza, Lucini, Corraini.

Andate a scoprire questa mostra, per tornare a immaginare, vivere, giocare. 

Intanto, ecco il trailer.

☞ “Bruno Munari. Artista totale”, a cura di Claudio Cerritelli, sarà visibile fino all’11 giugno 2017.

☞ Leggi anche: "Bruno Munari. Giocare col mondo"