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Nella No Fire Zone

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Gianluca e Massimiliano De Serio alla Fondazione Merz

Il fuoco del Mahayajna, il rito induista che celebra l'armonia e il benessere di tutti gli esseri viventi e il fuoco della No Fire Zone, l'area dello Sri Lanka dilaniata da una delle più sanguinose guerre dell'Asia Meridionale: quella tra il governo e le Tigri di Liberazione del Tamil Eelan, che per oltre 25 anni ha acceso i cieli dell'isola splendente (questo significa Lanka in sanscrito) con il fuoco dei bombardamenti.

Partendo dalla performance dell'artista tedesco Wolfgang Laib, che nel 2009 aveva invitato alla Fondazione Merz 45 bramini tamil a officiare il rito del fuco, i fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio hanno creato un percorso espositivo che riflette sulla contraddizione tra la ricerca dell'armonia nel rituale induista e l'orrore della guerra civile. Dalle Public Prayers recitate da appartenenti alla comunità tamil che vivono in Italia al video Seam (cucitura), che alterna le immagini di repertorio della guerra a quelle della quotidianità di un tamil arrivato a Biella con la diaspora. E ancora il video Before the prayer che ritrae i bramini di Laib in alcuni momenti di riposo: il pranzo, il sonno, la preparazione alla preghiera e l'incontro con la comunità. A chiudere l'esposizione – o a riaprirla, se vogliamo – l'installazione Soul diaspora, composta da tre grandi proiezioni: dal tetto della Fondazione l'occhio della macchina da presa passa dal rituale dei bramini a una cerimonia di commemorazione funebre; un bramino racconta il concetto induista di trasmigrazione dell'anima mentre l'obiettivo si avvicina sempre più al suo volto, fino a renderlo impercepibile; una donna tamil racconta la morte del fratello attraverso l'anima del defunto.

La mostra inaugura il 10 marzo alle 19.00 e continua fino al 18 aprile.