Pageantry of painting
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«Ricordo quando da bambino andavo a vedere le parate dei giorni di festa, dove i membri di ciascuna Gilda sfilavano con i loro stemmi in cui erano raffigurate immagine araldiche dai colori forti. Marciavano fino alla piazza principale della città, dove si dava inizio a competizioni scenografiche di sbandieramento acrobatico.
Ogni volta che vedo i grandi dipinti di Mario penso a quelle cerimonie spettacolari e alla possibilità di mettere in mostra una trentina di quelle immagini-stendardo come in una rappresentazione teatrale, per restituire loro quello sventolio particolare. L’idea è proprio quella di un corteo di colori. Certo i dipinti non possono muoversi all’interno della mostra ma credo che un’installazione così sia possibile, con i baluardi che roteano e sventolano nell’aria». Così Rudi Fuchs racconta l'idea che ha dato vita a Corteo della pittura. Pageantry of painting: la grande mostra dedicata a Mario Merz e allestita nell'omonima Fondazione, la prima dell'era Boggia.
Si tratta di una ventina di grandi opere, realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta, delle quali alcune vengono esposte qui per la prima volta.
Animali dalle forme arcaiche, simboli e miti che evidenziano una ricerca esistenziale: «Una volta vidi Mario Merz mentre creava alcuni dei grandi dipinti inclusi in questa mostra. Procedeva con un pennello zuppo di colore e qualche bomboletta di vernice su tele non intelaiate, leggere e sottili come lenzuola. Più che dipingere sembrava disegnare: linee allungate, curve, ondivaghe, che prendevano la forma di una qualche figura (per lo più di animali fantastici). Erano forme ben delineate, potenti nel colore e nel disegno. Erano forme araldiche». Lo sottolinea Fuchs in quello che potrebbe essere un dialogo con l'artista torinese che a suo tempo sosteneva: «La pittura prende vita nella mente ancora prima di essere fatta. E l’immagine è sempre doppia, è un’immagine e anche qualche altra cosa. Se l’immagine è perfetta diventa un dipinto… Fino a poco tempo fa si poteva diffidare dell’immaginazione, al giorno d’oggi si deve portare nuovamente più fantasia possibile nell’arte».
La mostra continua fino al 26 settembre.

