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Sara di Evvivanoè

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A Porta Susa, a due passi dalla fermata della metro, la piccola galleria Evvivanoé quasi si confonde con gli altri edifici e negozi del quartiere.

Sulla strada non ci sono insegne evidenti, e se non lo sai, potresti quasi non notarla. Una volta entrato però capisci subito che ne è valsa la pena.

La galleria è un luogo conviviale, giovane e fresco.

Le piccole stanze dalle pareti bianche e nere, sono piene di vita grazie alle opere che i tre galleristi  - Sara, Paolo ed Emanuele - dispongono con gusto, allestendo gli spazi con lo stesso amore e la stessa cura che avrebbero nell'arredare una casa.

Anche la scala a pioli di legno a cui è appoggiata Sara Merlino, suggerisce un’idea di “casa” e non fa che accentuare l’idea di un spazio costruito per il dialogo tra artisti, pubblico e galleristi, nel quale conoscere personalità emergenti e magari farci due chiacchiere sorseggiando un buon bicchiere di vino.

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Sara è la perfetta padrona di casa: d'altra parte, nonostante la giovane età, non è nuova del mestiere.

E allora la domanda sorge spontanea: come si decide di diventare galleristi? Lei ci racconta di un colpo di fulmine avvenuto per caso: gli studi in beni culturali e arte medievale la stavano portando lontana dall'arte contemporanea. L’illuminazione arriva lavorando tra uno stand e l'altro alla manifestazione “ARTISTI A TORINO”.

Nel 2006 Sara apre il suo primo spazio espositivo a Cherasco, nel cuneese, con un'idea precisa: quella di esporre artisti in linea con il suo determinato modo di vedere l’arte senza seguire correnti di moda passeggere.

La dimensione del paese, lontana dai circuiti artistici, è perfetta per iniziare la sua avventura.

Anni dopo, ben dieci, Sara è pronta per la città e sceglie ancora una volta una zona quasi inesplorata dalle contaminazioni artistiche, il Cit-Turin.

Il quartiere, dove ormai parecchi anni fa anche Ugo Nespolo aveva trovato la base perfetta per il suo atelier, si è rivelato perfetto anche per iniziare una serie di collaborazioni, ad esempio, quella con Davide Franchetto della libreria Pantaleon che si trova proprio accanto alla galleria e con il quale c'è l'intenzione di iniziare un laboratorio che mescoli arte e letteratura, collage e narrativa.

Certo, da quando lavorava da sola a Cherasco molto è cambiato, i due soci di Evvivanoé, Paolo Ceccarelli ed Emanuele Bussolino, ora l’affiancano in tutto, specialmente nella scelta dell’artista fino al momento in cui a loro detta: “troviamo qualcosa che ci rapisce e ci coinvolge emotivamente; il bello di essere in tre è che non rischiamo mai di fossilizzarci su una nostra singola impressione ma cercando il compromesso ci equilibriamo”.

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I due colleghi l’hanno appoggiata fin dall’inizio, anche nella scelta di mantenere il nome della galleria di Cherasco.

Un nome che significa tanto per Sara e che ha una bella storia: “evviva Noé!” era infatti l'espressione con cui i contadini di Cherasco si auguravano una buona vendemmia.

Sperando allora che il detto possa portare fortuna anche a loro,  non possiamo esimerci dall’augurargli un bell’Evviva Noé!

www.evvivanoe.it