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Carolyn Christov-Bakargiev – Creare contatti, dialogo e conoscenza

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(Ph Giorgio Perottino)

È nell’asincronico, nell’apparente illogicità, o viceversa nella sorprendente sintonia, comunque nel link occulto, inedito o inatteso, nel corto circuito emozionale e razionale, che si può scatenare la creatività, o l’impulso a creare il proprio percorso percettivo e conoscitivo, che può essere la stessa cosa.

Sembra risiedere su quella fragile ma efficace scintilla, e nelle successive epifanie stimolate dal dialogo, anche il pensiero e l’eloquio affastellante, poi dipanante, suggestivo, interrogativo e propositivo di Carolyn Christov-Bakargiev.

Direttrice del Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli e della GAM – Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino (ruoli che hanno confluito nella sua persona per scelte strategiche delle istituzioni coinvolte, ma che indirettamente sono un riconoscimento all’energia dispiegata nelle sue attività) la Bakargiev ha costruito un’esperienza professionale di respiro internazionale, che l’hanno portata ad essere uno delle personalità più propulsive ed influenti della scena odierna.

Scrittrice, curatrice di importanti rassegne d’arte contemporanea (la direzione artistica della Biennale di Sydney del 2008, della fondamentale Documenta XIII del 2012, e della Biennale di Istanbul del 2015) ha al suo attivo una formazione eclettica e densa - dalla storia dell’arte, alla letteratura, ad altre discipline – di cui viene ad essere quasi testimonial e promotrice, spingendo altre persone a seguire quello che può essere definito il suo percorso ideale.

Le sue mostre accolgono spesso numerose discipline, oltre quelle tradizionali. Il campo artistico è esteso, non è declinato in senso classico, e l’esposizione accoglie una pluralità di spunti e temi da altri campi di speculazione intellettuale, riuscendone vivificata. Tutt’altro quindi che un appiattimento, una indistinta parificazione di elementi diversi, di diverso spessore e storia, quanto piuttosto l’attenta preparazione di un meccanismo complesso, utile a preparare processi di conoscenza più ampi.

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(ph Giorgio Perottino)

Una ritrosia, poi, dal voler fissare forti concetti guida, che prevarichino contenuti e percorsi di fruizione possibili, permette margini di azione più ampi del consueto: nessun insetto/concetto in bacheca è inchiodato da un ago, ma libero invece di muoversi ed interagire con l’ambiente. Un modo per riconoscere la potenza dell’arte, in fondo dire della sua capacità di trasformazione di crescita, persino taumaturgiche e salvifiche.

Nella rete digitale di diffusione della conoscenza - placida e a tratti dissonante, oppure frenetica e dal suono globale massimalista, a seconda di come la si vuol vedere – il compito dell’arte, e quindi anche di chi seleziona, propone, organizza e promuove la sua voce nelle istituzioni, può essere allora quello di fornire inediti punti di vista, suggerire nuovi percorsi di conoscenza, così come riflessioni più attente, e certamente accendere curiosità e desiderio di esplorazione intellettuale.

Come può avvenire negli itinerari sottesi alle mostre curate da Carolyn Christov-Bakargiev, che restituiscono un ruolo attivo allo spettatore, non oppresso da un grigiore didascalico, ma spinto egli stesso a scoprire, giustapporre, collegare, immaginare.

Compito forse arduo, ma produttivo. Tutto quello che ci responsabilizza è più difficile, ma più premiante. 

LINK

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Marco Aruga - Artscape