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Erik Kessels – La poetica dell’errore

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In un mondo presumibilmente dominato dal caso, allora probabilmente è meglio renderselo amico. E tutte le volte che si condensa in un errore – il non previsto, non pianificato – è opportuno metterlo sotto i riflettori, e celebrarlo anche, all’occorrenza.

La pratica artistica e professionale di Erik Kessels, duttile e creativa, ci invita ad usare un approccio non ideologico o preconcetto non solo al suo lavoro, ma anche alla nostra comune esperienza quotidiana.

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Ogni foto è l’inizio di una storia. Per ognuno che la osserva, la storia è diversa. Per Kessels, sono una fascinazione costante, “crocevia sentimentali”, lo spunto iniziale, il filo pendente da annodare, alla ricerca di una delle possibili trame che da lì possono iniziare a spiegarsi.

Ma c’è di più: nel caleidoscopio delle immagini nulla deve essere considerato realmente distorto, fuori norma e fuori posto. Si pensa allora che sia la norma ad essere l’eccezione. Suggerire forme di aggregazione, considerazione, temi che dalla norma divergono, genera di per sé nuove possibilità, e costruisce nuove storie.

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In modo simile all’architettura che recupera e rielabora le realizzazioni del passato, la fotografia di Kessels si nutre di elementi precostruiti, immagini cercate e trovate. Pensiamo siano i “pixel” di un nuovo “scatto”. Viene in mente il nostro sguardo nel prendere parte ai network sociali, che – in gironi concentrici – ci mostrano un altro mondo stratificato e straripante, dall’intimo al cosmico: sarà la nostra prospettiva a cercare di formare un ordine, a fornire collegamenti, a proporre connessioni.

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Non sappiamo invece se l’intento dell’artista olandese sia inanemente e singolarmente  enciclopedico (quando invece talora volutamente strabico, sconsolatamente seriale, sottilmente ellittico, fortemente ironico o sardonico, …), ma lo sospettiamo dalla curiosità divorante che il suo lavoro ci dimostra, e che immaginiamo sia felicemente contagiosa.

Ma è soprattutto la logica della valorizzazione del disperso, dell’apparentemente inutile, dello scarto effettivo a colpire. Si insinua nelle crepe di una costruzione fintamente perfetta – quella artificiosamente perseguita dalla comunicazione commerciale, per esempio, la più onnipresente ai nostri occhi - per scovare tesori non utilizzati, per gioire del puro slancio creativo (non ci sorprende trovare tra le note biografiche una sue celebrazione del dilettantismo, per la Amsterdam Academy of Architecture), per stimolare la fantasia.

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Pur manifestandosi pragmatico e produttivo, Kessels scivola volentieri tra arte e comunicazione, tra utilità ed intrattenimento, tra senso e non senso, spesso con spirito giocoso, e ci invita a fare altrettanto. "Il caos è un ordine da decifrare" – José Saramago - “O Homem duplicado”.

Camera – Centro Italiano per la Fotografia - ha ospitato a Torino – dal 1/6/2017 al 30/7/2017 – la mostra “The Many Lives of Erik Kessels". 

LINK

Il sito dell’agenzia KesselsKramer

Il sito di KesselsKramer Publishing

Erik Kessels – The Era of Democratization – Design Indaba