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MEF Museo Ettore Fico, quando il museo si apre al quartiere

Archivio

(ph Beppe Giardino)

Nell'area un tempo occupata dall'ex fabbrica Incet, all'altezza del numero civico 114 di via Cigna, nel quartiere di Barriera Milano a Torino, il MEF "guarda il quartiere cambiare pelle e cambia la pelle del quartiere" si legge sul sito del museo.

A tre anni dalla sua apertura, questa affermazione apparentemente visionaria pare piuttosto concreta. Da subito il museo, dedicato all'opera di Ettore Fico, pittore piemontese del secolo scorso, ha predisposto il progetto A.R.T. che di fatto ha accompagnato il percorso di realizzazione del museo stesso. Lorena Tadorni, responsabile del progetto, racconta come si sia lavorato con il territorio già prima dell'apertura del MEF, incontrando e presentandosi ai cittadini, agli enti e alle associazioni di Barriera, radicandosi sempre più nel quartiere per diventare ormai una figura riconosciuta, si spera quasi familiare.

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(ph Beppe Giardino)

"All’inizio del percorso abbiamo lavorato molto con le associazioni, in modo da creare un ponte fra il loro operato, il loro pubblico e il nostro museo. Dal secondo anno, abbiamo cercato di spostarci anche verso il tessuto urbano, promuovendo installazioni ambientali come Opera Viva in Barriera di Milano dell’artista Alessandro Bulgini, in piazza Derna, e MEFinMARKET in piazza Foroni (ndr il progetto è stato tra i vincitori del bando Open2015 della Compagnia di San Paolo). Per quest’ultimo progetto, un gruppo di commercianti dello storico mercato di Barriera di Milano è stato coinvolto nell’ideazione e nello sviluppo di programmazione espositiva centrata sull’opera del maestro E. Fico e ospitata in uno spazio-vetrina sfitto situato nella piazza, visibile dall’esterno ventiquattrore su ventiquattro" sintetizza Lorena Tadorni.

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(ph Stefano Druetta)

2. MEFinMARKET

(ph Stefano Druetta)

E ancora, nell'anno appena concluso, il museo ha lavorato con il Teatro Comunità (che porta in scena esperienze di vita dei vecchi e nuovi abitanti del quartiere), ha attivato insieme a Cascina Marchesa un cineforum per la terza età nonché un mosaico virtuale in un progetto partecipativo tra la fotografa Laura Cantarella-scuola S-NODI e Asai. Se numerosi sono gli esempi internazionali di musei che contribuiscono alla riqualificazione dei quartieri sui quali insistono, rivitalizzandoli, forse anche il MEF ha in parte contribuito al processo in corso a Barriera Milano. "Qui il contesto urbano è in continua trasformazione, un luogo dove oggi i fermenti artistici sono numerosi, dove il museo ha scommesso già parecchi anni fa, individuando in una ex fabbrica di questo territorio il centro su cui innestarsi" afferma orgoglioso il direttore Andrea Busto. Tra gli altri, ad esempio, pochi mesi fa è partito il progetto "A Barriera c'è il mare".

La mostra in corso dedicata a Bruno Munari è un successo di pubblico. È l’esempio di quanto le persone abbiano desiderio di una proposta culturale di livello alla quale rispondano con entusiasmo e partecipazione inaspettati. Il Direttore prosegue sottolineando che "Il programma continua nell’ottica di un’ampia sperimentazione, con un occhio rivolto alle grandi mostre: a giugno ritorna Ettore Fico in occasione del centenario della sua nascita, mentre a ottobre partirà un’originale esposizione dedicata ai tarocchi. La mostra ne ripercorre la nascita e lo sviluppo, tracciando un itinerario affascinante e coinvolgente che riunisce storia, arte e magia: dai primi esemplari, fino alle carte più recenti e alle reinterpretazioni che ne hanno dato artisti contemporanei". Ne emerge l'immagine di un museo capace di superare le proprie collezioni, di uscire dai propri spazi per andare in strada e portarne dentro un po', di mettersi in discussione, ripensarsi e contribuire alla costruzione di una società più inclusiva. Ne abbiamo davvero bisogno e ci piace. 

Roberto Mautino