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Pistoletto in Corea: un mare per il dialogo

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01/09/2010

Si intitola Mirror Sea l’opera che Michelangelo Pistoletto porta a Gwangju, Corea del Sud, in occasione della prima Fiera Internazionale d’Arte e dell’ottava Biennale d’Arte di Gwangju. Il 4 settembre, nella città coreana chiamata anche “city of human rights”, l’artista piemontese fondatore di Love Difference porta un tavolo specchiante che riproduce il Mar del Giappone (o Mar dell’Est, come viene chiamato in Corea): un’opera d’arte che vuole essere il punto di partenza di un dibattito socio-politico sugli antichi scontri tra i paesi che su quel mare si affacciano e che ancora oggi rimangono divisi da un conflitto che ha radici profonde.
Il mare “a specchio” di Pistoletto – il settimo del gruppo di Mari mediterranei – diventa così un’occasione di confronto tra Corea del Sud, Corea del Nord, Cina, Russia e Giappone. Al tavolo siedono artisti, curatori e rappresentanti dei paesi dell’Est per un dibattito dal titolo “Artists imagine our future. Economical, political and cultural cooperation in Asia”.