Dal 26 febbraio l’antologica di Massimo Vitali al MEF

Dal 26 febbraio al 7 luglio, al MEF- Museo Ettore Fico (via Francesco Cigna 114, a Torino) sarà possibile apprezzare la nuova mostra dedicata a Massimo Vitali, dal titolo “Costellazioni umane”, a cura di Andrea Busto. Catalogo Steidl Verlag.

Un ricco excursus all’interno dell’opera del grande fotografo che ne documenta i venticinque anni di ricerca, in circa 30 opere scelte, fino all’ultimo importante lavoro “Jova Beach Party” realizzato in occasione del recente tour estivo del cantante Jovanotti. Il percorso espositivo non scandito in ordine cronologico è, a tutti gli effetti, una sorta di mostra antologica.

L’opera di Massimo Vitali attinge esteticamente alla storia dell’arte e non solo a quella della fotografia. Italiano d’origine, anglosassone di formazione e con una visione internazionale e attenta all’evolversi della ricerca d’avanguardia a cavallo tra il secolo scorso e quello attuale, l’artista appare come un fotografo incline a non lasciare tracce nelle sue opere di momenti legati a fatti storici identificabili. Il suo mondo estremamente raggelato e cristallizzato, appare come sospeso in un fermo immagine cinematografico. Non vi sono mai dettagli identificabili con fatti storici attuali, se non per i titoli che, talvolta, rimandano a raduni affollati o a serate di divertimento in discoteca.

Per chi conosce l’opera di Vitali sarà importante ritrovare le spiagge italiane assolate e gremite di gente in vacanza (1995), ma sarà anche una sorpresa vedere, per la prima volta in assoluto, gli scatti dei concerti di Jovanotti nel suo ultimo tour italiano del 2019.

Massimo Vitali nasce a Como nel 1944. Dopo il liceo si trasferisce a Londra dove studia fotografia al London College of Printing. All’inizio degli anni Sessanta inizia a lavorare come fotoreporter e collabora con diverse riviste e agenzie in Italia e in Europa anche grazie all’amicizia con Simon Guttmann, fondatore dell’agenzia Report.

Nei primi Ottanta la sua attenzione si sposta sulla fotografia d’arte. In questo periodo inizia a lavorare anche per il cinema e la televisione.

Dal 1995 si dedica alla fotografia come ricerca artistica, iniziando la serie delle “Spiagge” sviluppata quale strumento originale per ritrarre il mondo.

Viene subito riconosciuto e apprezzato internazionalmente per le sue opere dal formato extra-large di spiagge, discoteche e spazi pubblici in genere, dove individui anonimi vengono ritratti nel loro tempo libero. Sue opere sono presenti in numerose collezioni private come al Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, al Museo Pecci di Prato, al Guggenheim di New York, al Museum of Contemporary Art di Denver, al Centre Pompidou e alla Fondation Cartier di Parigi e in numerosi altri musei in Europa e negli Stati Uniti. La sua abilità nel mostrare paesaggi e masse di gente con dettagli narrativi e formali a volte esaltati da sfondi quasi impalpabili, fa classificare i suoi lavori come “paesaggi umani contemporanei”.

MEF – Museo Ettore Fico