Torino, mercoledì 28 Settembre 2022
Speciale Luci d'Artista 2021 Speciale Settembre 2022
Home SPECIALE APRILE ALL’ARIA APERTA

SPECIALE APRILE ALL’ARIA APERTA

“Arte contemporanea all’aria aperta”

Girovagando tra opere d’arte contemporanea all’aria aperta, fra Torino e il resto del Piemonte

La tanto attesa primavera fa venire voglia di giornate all’aperto e, sia a Torino sia nel resto della regione, sono tante le occasioni di trascorrere una giornata all’aria libera e godere, nel contempo, di una visita a opere d’arte contemporanea.

La biblioteca più grande del mondo

In città ha recentemente inaugurato l’installazione “La biblioteca più grande del mondo”. Un’intervento di riqualificazione urbana con opere street art e realtà aumentata nel parcheggio del centro commerciale Porte di Torino, ipermercato Auchan, in corso Romania 460, poco prima dell’imbocco dell’autostrada per Milano.

Realizzato con gli artisti Vito Navolio, gli Howlers Bios, Gioele Bertin, Francesca Melina e la partecipazione delle scuole del territorio. Supporto della società di consulenza e servizi Nhood. In collaborazione con il Mau-Museo di Arte Urbana.

Nel parcheggio del piano superiore del centro commerciale, gli street artist Howlers, Gioele Bertin e Francesca Melina hanno realizzato una grande pittura murale, dove la figura di Dante Alighieri – in un omaggio alla grande tradizione libraria ed editoriale di Torino e a Dante, di cui nel 2021 sono ricorsi i 700 anni dalla scomparsa – è fiancheggiata dalla Divina Commedia e dagli altri suoi componimenti che hanno reso celebre in tutto il mondo il Dolce Stilnovo.

Le copertine di questi libri prendono vita grazie alle sei installazioni in realtà aumentata, realizzate dagli studenti delle scuole del territorio, durante i laboratori creativi di sceneggiatura, recitazione e riprese video, curati dalla Cooperativa impresa sociale Bepart. Inquadrandole con lo smartphone – utilizzando la app Bepart, scaricabile gratuitamente da Play Store e iOS – il pubblico vede comparire delle animazioni, ovvero dei brevi videoclip ispirati alle trame e ai personaggi di alcuni dei più grandi classici della letteratura, con cui gli studenti si sono confrontati durante i workshop alla scoperta di una nuova tecnologia digitale.

Sempre dal piano superiore del centro, o direttamente dal piano terra, nell’area eventi, si può ammirare anche l’intervento di Vito Navolio, che ha realizzato un’opera di grande impatto visivo, dedicata alla lettura come pratica quotidiana, con volti di giovani e bambini immersi nelle pagine di un libro, anch’essa animata in realtà aumentata nei workshop con gli studenti. “La più grande biblioteca del mondo”, infatti, costituisce un naturale proseguimento del progetto iniziato nel novembre 2014, pensato e realizzato sempre dall’Agenzia 10Eventi, con la partecipazione di vari artisti coordinati dallo stesso Navolio, di 17 “Panchine d’Autore”, che da allora sono state periodicamente restaurate e talvolta modificate, con l’intento di portare l’arte e la creatività contemporanee in un luogo frequentato da molte persone di varia cultura ed estrazione sociale, al fine di renderlo più piacevole ed aggregante.

Visitabile liberamente negli orari di apertura del centro commerciale.

Info www.porteditorino.it/eventi/arts-in-progress.

Artefice di questo progetto è stato Edoardo Di Mauro, direttore del MAU e dell’Accademia Albertina di Belle Arti.

MAU-Museo di Arte Urbana

Ed è il MAU-Museo di Arte Urbana che offre un’altra occasione di passeggiare fra le vie del bellissimo Borgo Campidoglio di Torino.

Il MAU si compone di più di 180 opere che sono collocate all’aperto, su palazzi e negozi privati. A realizzarle, acclamati artisti della scena contemporanea. Il quartiere si è sviluppato a partire dal 1853 e ancora oggi mantiene il suo aspetto originario. È caratterizzato da vicoli stretti e case piuttosto basse. Il tempo sembra non aver cambiato nulla qui. Passeggiando in questi vicoli, si ha quasi la sensazione di tornare indietro nel tempo. Ma c’è qualcosa che ci riporta al presente: i dipinti, realizzati sulle finestre cieche, sui muri, sulle panchine, sulle saracinesche dei negozi… In ogni dove! Il connubio fra l’arte contemporanea e lo stile delle case, appartenente ad altri tempi, lo rende un’interessantissima mostra a cielo aperto, capace di stupire gli occhi di chi guarda.

Info www.museoarteurbana.it

PAV-Parco Arte Vivente

Sia museo interattivo, sia sito espositivo all’aria aperta, è il PAV-Parco Arte Vivente. Si tratta di un centro sperimentale d’arte contemporanea, concepito dall’artista Piero Gilardi e diretto da Enrico Bonanate.

Il PAV comprende un sito espositivo all’aria aperta e un museo interattivo inteso quale luogo d’incontro e di esperienze di laboratorio rivolte al dialogo tra arte e natura, biotecnologie ed ecologia, tra pubblico e artisti.

Il Parco è un territorio verde in continua evoluzione e occupa un’area ex-industriale di circa 23.000 mq dove, oltre a Trèfle, installazione ambientale dell’artista Dominique Gonzalez-Foerster (2006) e Jardin Mandala, giardino progettato dal paesaggista Gilles Clément (2010), sono in progress altri interventi di natura relazionale e partecipata (Focolare, vincitore del Premio PAV 2012 e Urbees, progetto di apicoltura urbana, 2011, all’interno de La Folie du PAV di Emmanuel Louisgrand, 2009).

Info parcoartevivente.it/pav/

Flammarion e Anatomia Umana

Spostandosi in centro città, sono due le installazioni art-specific inaugurate nel corso dell’ultimo anno e a disposizione di tutti.

Largo Regio Parco, ospita una nuova opera permanente di arte pubblica progettata dall’artista Oliviero Rainaldim intitolata “Flammarion”.

Flammarion è composta da un gruppo scultoreo principale articolato in più elementi, collocato davanti al civico 9 – sede di Italgas– e da due elementi scultorei singoli, posizionati rispettivamente al civico 11 di Largo Regio Parco e al civico 4 di Corso Palermo.

Nella sua collocazione diffusa sul territorio urbano, Flammarion si ispira al concetto delle costellazioni quali insiemi di corpi celesti distribuiti nello spazio con uno schema geometrico riconoscibile, studiate e divulgate a fine Ottocento dall’astronomo Camille Flammarion.

Il gruppo scultoreo principale è formato da sette colonne in acciaio –quante sono le lettere che compongono la scritta Italgas – sormontate da sette figure umane, realizzate in fusione di alluminio, che si ergono come fiaccole antropomorfecreando il profilo di una fiamma ardente come quella del logo storico dell’azienda. A rafforzare questo concetto è anche la loro colorazione blu cangiante, ottenuta con una verniciatura speciale che cambia continuamente con il mutare della luce, suggerendo il moto perpetuo della fiamma. Le sette colonne, fissate su un basamento a forma di lettera Omega, formano idealmente un cerchio che permette di accogliere ed abbracciare il fruitore, fornendogli un nuovo punto di vista sull’opera.

L’opera ha ricevuto il plauso della commissione Arte pubblica di Torino.

In corso Galileo Ferraris, all’incrocio con via Cernaia, di fronte al Maschio della Cittadella – che porta il pensiero all’Assedio di Torino del 1706 dell’esercito francese di Re Sole e all’eroica impresa di Pietro Micca – sorge il gruppo scultoreo dal titolo “Anatomia Umana”, di Salvatore Astore, un regalo della Galleria Mazzoleni alla Città di Torino.

Il gruppo scultoreo è composto da una coppia di sculture verticali in acciaio inox satinato di oltre 5 metri di altezza. Le sculture acquistano uno specifico senso urbanistico e diventano segni plastici che valorizzano esteticamente l’inizio della lunga prospettiva dove svetta sullo sfondo il monumento a Vittorio Emanuele II. La monumentalità e l’essenzialità organica della materia instaurano un rapporto dialettico con il paesaggio urbano e naturale che le circonda.

Questo intervento artistico site-specific partecipa alla rivalutazione di uno spazio pubblico e si erge a modello di sinergia tra pubblico e privato. Grazie alla collaborazione tra la Galleria Mazzoleni e le istituzioni pubbliche, il sito riqualificato si presenta come nuovo punto di riferimento e felice esempio di arte pubblica a beneficio dei cittadini e dei visitatori del capoluogo piemontese.

Il progetto espositivo, che si inserisce all’interno delle ricorrenze del quinto Centenario della morte di Leonardo da Vinci, è realizzato in collaborazione con la Città di Torino, sotto il coordinamento dell’Ufficio Arte Pubblica e con i patrocini della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino.

La “Guida alle installazioni contemporanee di arte pubblica di Torino”

La grande attenzione per l’arte pubblica a Torino si è concretizza in un opuscolo – realizzato nel 2019 ad opera dell’architetto Renata Cardillo, responsabile dell’Ufficio Arte Pubblica, Servizio Arti Visive, Cinema, Teatro, Musica della Città di Torino – a disposizione, in italiano e in inglese, nei punti informazione turistica della città.

Si intitola “Guida alle installazioni contemporanee di arte pubblica di Torino”: un viaggio a fumetti con due piccoli protagonisti, Mila e Lillo, per conoscere Torino e le sue installazioni contemporanee di arte pubblica a cielo aperto.

Sono descritte trentatre installazioni artistiche liberamente fruibili in luoghi pubblici della città.

Torino possiede un ricchissimo patrimonio di arte pubblica costituito da circa 290 opere, di cui più di 100 sono installazioni d’arte contemporanea su spazio pubblico a carattere permanente.

Gli artisti e le loro opere collocate nei vari punti della città sono: Stefano Arienti, Enzo Biffi Gentili, Enrica Borghi, Alessandro Bulgini, Corrado Levi con Gruppo Cliostraat, Riccardo Cordero, Gunter Demnig, Marc Didou, Flavio Favelli, Richi Ferrero Massimo Ghiotti, Piero Gilardi, Paolo Grassino, Ezio Gribaudo, Giorgio Griffa, Claudia Losi, Luigi Mainolfi, Osvaldo Moi, Mario Molinari/Fondazione Mediterraneo, Riccarda Montenero, Giulio Mosca, Leonardo Mosso, Ugo Nespolo, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Giuseppe Pietroniro, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Susumu Shingu, Luigi Stoisa, Armando Testa/Agenzia Armando Testa, Luisa Valentini e Gilberto Zorio.

Lo Studio Museo Felice Casorati di Pavarolo

Uscendo di pochi chilometri dal capoluogo, nella bella cornice della collina, sorge il borgo di Pavarolo, poco oltre la vetta di Superga.

Lì è possibile immergersi in un paesaggio di Felice Casorati. Realtà virtuale? No! Un vero e proprio percorso in un paesaggio che era quello dal quale il Maestro del Novecento traeva ispirazione, quand’era nel suo amato ritiro di campagna di Pavarolo, sulle collina torinese.

Sorge infatti, da novembre 2021, nel declivio sottostante quello che fu lo studiolo di Felice Casorati e che oggi è il Museo Studio Felice Casorati (via del Rubino a Pavarolo), il “Giardino degli Artisti. Percorso botanico sulla collina di Pavarolo”.

Così come arte e natura si fondono in molti dipinti del maestro Casorati e di sua moglie Daphne Maugham, allo stesso modo il terreno del loro studio si trasforma in giardino, ricreando un paesaggio di inizio Novecento, ricco di suggestioni botaniche.

Si tratta di un itinerario, adatto a tutti, che mette in risalto piante e paesaggi. Il percorso, ideato dal curatore botanico, esperto di giardini storici e pavarolese d’adozione, Edoardo Santoro, si snoda attraverso una serie di tappe che evidenziano le principali categorie di piante, le consociazioni vegetali e il forte legame tra arte e natura.

La siepe mista composta da biancospino, ligustro, corniolo, crespino ed evonimo ricrea la tipica delimitazione del passato tra campi e terreni. I frutti selvatici permettono di riscoprire piante come peri e meli selvatici, rose di macchia e prugnoli dai frutti ricchi di vitamine e minerali. Il prato da fieno e le aiuole ornamentali sono la tavolozza di colori che ogni anno renderà vario e sempre diverso il grande spazio verde circondato dal bosco.

Il progetto è vincitore del bando “Cittadino Albero”, promosso e finanziato da Compagnia San Paolo.

Si sviluppa per buona parte sul terreno di proprietà degli eredi Casorati, ma attraversa anche porzioni di terreni comunali e privati, gentilmente concessi per la nascita e lo sviluppo del progetto.

“Giardino degli Artisti. Percorso botanico sulla collina di Pavarolo” è visitabile liberamente nei giorni di apertura del Museo-Studio Casorati e su prenotazione con visite guidate durante l’anno.

E proprio nel Museo-Studio Casorati apre al pubblico sabato 7 maggio, fino al 26 giugno, la mostra fotografica “Il lato umano delle cose”, di Enzo Obiso. A cura e testo critico di Angela Madesani.

Nello Studio Museo verranno esposti lavori realizzati in diversi periodi del passato proprio all’interno di quei luoghi casoratiani intrisi di un’atmosfera magica, ferma nel tempo che sembra racchiudere echi, vibrazioni e segreti del Maestro e di chi gli viveva vicino, da Daphne al figlio Francesco.

Francesco Casorati è, tra l’altro, l’autore della Luce d’Artista ”Volo su…”, che, immortalata da Alessandro Panerati (nickname: Hari_Seldon) ha permesso al fotografo di aggiudicarsi il primo premio del contest “Obiettivo sulle Luci”, seconda edizione 2022.

Negli altri spazi al di fuori dello Studio Museo, da Casa Casorati ai vari luoghi riconvertiti a spazi espositivi di Emporium Project, presenti nel borgo di Pavarolo, nella borgata San Defendente e in quello di Bardassano, verranno esposti diversi focus selezionati nel vasto repertorio iconografico di Obiso.

Per informazioni sono consultabili i siti internet: pavarolo.casorati.net e www.comune.pavarolo.to.it.

M.A.C.A.M. di Maglione

A Maglione, sempre in provincia di Torino, nel territorio del Canavese, sorge un museo di arte contemporanea a cielo aperto, nel quale non si paga il biglietto d’ingresso per visitarlo.

Non esistono orari di apertura o chiusura. Le opere sono esposte sulle case e negli spazi del centro abitato, lungo tutte le vie e i vicoli del paese.

Si tratta del M.A.C.A.M. il Museo di arte contemporanea all’aperto di Maglione.

Il M.A.C.A.M. nacque nel 1985 dall’iniziativa di un privato cittadino abitante di Maglione, Maurizio Corgnati, scrittore, regista, “filosofo di campagna” ma soprattutto intenditore di cucina, di vini e d’arte.

Maglione è un piccolo borgo posto sulle colline moreniche del basso Canavese, a 20 chilometri da Ivrea e 45 chilometri da Torino.

Fuori Torino, tra Cuneese, Saluzzese e in paesaggi collinari – patrimonio Unesco – di Langhe e Roero

Ci si sposta ora fuori provincia, toccando i territorio delle Langhe e del Roero e più in generale della provincia “Granda” di Cuneo.

Passeggiando per le vie del capoluogo di provincia Cuneo, ci si imbatte nelle “Sculture da vivere”, le opere vincitrici delle varie edizioni del “Concorso Internazionale Scultura da Vivere” che rappresentano il risultato di un’indagine artistica portata avanti dagli allievi delle Accademie di Belle Arti su un tema ogni anno diverso.

Nei pressi dell’ascensore panoramico è possibile ammirare la scultura che rappresenta la “Curva di Peano”, noto matematico nato a Spinetta, frazione di Cuneo, famoso per aver provato l’esistenza di una curva che percorre tutti i punti di un quadrato. La scultura è in roccia vulcanica e appare come una sorta di uovo piatto.

A un centinaio di metri, all’interno per Parco della Resistenza, è stato collocato nel 1969 l’imponente Monumento alla Resistenza Italiana dello scultore Umberto Mastroianni. La scultura è in bronzo e rappresenta una forte esplosione.

La Fondazione Peano ha realizzato la mappa delle “Sculture da Vivere” che nel corso degli ultimi quindici anni sono state poste nelle varie zone verdi pubbliche della Città di Cuneo.

Info alla mail segreteria@fondazionepeano.it.

Ci si muove poi nell’antica e molto suggestiva cittadina di Saluzzo, che fu capitale dell’omonimo marchesato e importante sede vescovile, su cui svetta l’imponente costruzione della Castiglia, che ospita il nucleo iniziale della Collezione Permanente IGAV, uno spaccato dello scenario che caratterizza l’arte contemporanea del nostro Paese.

Info Ufficio turistico IAT, mail a info@saluzzoturistica.itiat@comune.saluzzo.cn.it.

A pochi chilometri da Saluzzo a Barge, c’è “Aperto – Museo civico di arte e contemporanea”. Il nome trae giustificazione dalla relazione con l’elemento geografico, ma anche dalla volontà di rendere il museo un luogo aperto alle contaminazioni dell’arte contemporanea.

L’Associazione Sassi Vivaci ha ideato il concorso annuale di sculture ed installazioni che promuove la realizzazione di progetti artistici site-specific.

Il museo è all’aperto ed è accessibile a tutti gli orari.

Info www.sassivivaci.org

Creativamente Roero

Canale, Corneliano d’Alba, Monteu Roero, Sommariva Perno sono i Comuni coinvolti nell’edizione 2022 del progetto “Creativamente Roero”, intitolata “Esercizi di nuova memoria”.

Luoghi dove saranno rispettivamente ospitati in residenza, tra marzo e settembre, gli artisti Crisa (Federico Carta), Luca Centola, Cosimo Veneziano e Pablo Mesa Capella.

Creativamente Roero – Residenze d’Artista tra Borghi e Castelli nasce con l’obiettivo di costruire una rete volta alla valorizzazione dei Borghi storici del Roero coinvolgendo artisti nazionali e internazionali. Il progetto intende promuovere attività culturali di alto valore ed essere un elemento di attrazione turistica per il territorio. Il programma viene rinnovato ogni anno con nuove proposte e arricchito anche grazie alla collaborazione con altre realtà legate all’arte contemporanea.

Nelle precedente edizione, a Magliano Alfieri, Elena Franco ha realizzato il suo “Archivio del Mare in Terraferma”, un’installazione che si snoda in 4 punti della cittadina (Bric Cenciurio, Lavatoio, Cappella del Santissimo Sacramento e Atrio del municipio), costituita da una serie di scatti fotografici accompagnati da installazioni sonore dedicate alle tracce che l’antica presenza del mare ha lasciato nel territorio. In primavera, l’artista inoltre aveva realizzato assieme agli abitanti di Magliano una “mappa di comunità” – rifacendosi alla pratica etnografica utilizzata tipicamente dagli ecomusei – per dare alla popolazione locale la possibilità di rappresentare il proprio patrimonio culturale e il sapere raccolto di generazione in generazione.

Enrica Borghi, ospite di Ceresole d’Alba, ha reso omaggio alle peschiere della città, casa di molte varietà di specie acquatiche e dell’allevamento delle tinche, con 2 interventi: “Piante d’acqua, Fiori di Loto”, una grande installazione di metallo e bottiglie di vetro blu – a richiamare la sua pratica artistica, da anni incentrata sull’utilizzo di materiali di recupero – che raffigura un fiore di loto installata alla Chiesa dei Prati. Nella primavera 2021 Enrica Borghi aveva inoltre realizzato “Mi specchio nel cielo”, l’operazione di piantumazione di bulbi di Iris Palustri e rizomi di Ninfee nella locale Peschiera Bonicelli, con il desiderio di rendere ancora più forte questo tratto naturalistico distintivo di Ceresole d’Alba.

Marta Fontana, in residenza a Montà d’Alba, ha realizzato 3 installazioni, omaggio alla comunità multiculturale del Borgo e al mare che molti di migranti che la compongono hanno dovuto attraversare. “Per 7 mari”, al Cortile della Casa delle Associazioni, è un grande murale il cui la parola mare compare in 7 lingue diverse. “Ai camminanti” è un’installazione diffusa sul tema del viaggio e del cammino, e si estende tra Via Roma e via Morra sino ad incontrare i sentieri dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero. “Desidero comunicare con voi” infine è il progetto di arte partecipativa con cui Marta Fontana ha coinvolto un gruppo di donne di Montà e di Carloforte, Sardegna (dove l’artista vive) nella cucitura e ricamo di 3 bandiere nautiche K (caratterizzate dal colore blu, che nel linguaggio nautico esprime la volontà di instaurare una comunicazione) destinate ai Comuni di Montà, Carloforte e Spotorno.

L’artista turca Seçil Yaylalı ha invece operato a Santa Vittoria d’Alba, realizzando “Botanica emozionale”, un progetto partecipativo che ha visto coinvolti gli alunni delle scuole primarie locali e che si divide in 2 installazioni nelle quali i disegni fatti dai bambini sono protagonisti. Assieme a loro, l’artista ha realizzato nel corso di un workshop anche una serie di multipli serigrafici su tessuto. “Serra” e “Sulle tracce di piante mai scoperte” sono lavori dedicati alle piante marine immaginarie che il botanico Carlo Bertero – nato proprio in questo Comune del Roero e deceduto in mare durante una spedizione nel XIX secolo – non ha mai potuto scoprire. I lavori si trovano presso il Belvedere della Chiesa di San Rocco e l’Edificio comunale.

Info www.creativamenteroero.it.

“Flat Earth Visa” di Paul Kneale, collina di San Licerio, Guarene

Da ultimo, ma non certo per importanza e per pregio artistico, andiamo a scoprire l’installazione permanente, dal titolo “Flat Earth Visa”, 2019, dell’artista canadese Paul Kneale, collocata tra vitigni di Nebbiolo, sulla collina di San Licerio, tra i filari dei celebri vini del Roero, a Guarene (CN).

L’installazione site specific è composta da sculture distinte: un’antenna parabolica, con il corpo del riflettore profilato di tubi al neon, e una serie di recinzioni realizzate in acciaio. In questi due lavori, l’artista esplora la possibilità di tradurre i processi digitali in oggetti scultorei: nel primo ha creato una forma che richiama i tragitti e i ponti tra i satelliti e le stazioni a terra delle telecomunicazioni; nel secondo ha trasformato le immagini digitali dei tanti steccati che solcano le città e i territori in presenze concrete.

Pur privata della funzione comunicativa, l’antenna parabolica rimane attiva, un corpo vibrante di luce rossa, rivolto verso il cielo. Nato da una “collezione” di fotografie scattate dall’artista con l’iPhone, convertite in file CNC e successivamente prodotte attraverso un processo industriale di lavorazione dell’acciaio, il progetto delle recinzioni interroga il complesso tema dei confini.

Così comuni nel paesaggio urbano e spesso collegate tra loro, parabole e recinzioni rappresentano due impulsi sociali primari tra loro contraddittori: quello di comunicare e di costruire barriere. Nella vigna, tra le sculture di Paul Kneale, ci troviamo così nel punto di tensione in cui la comunicazione senza limiti di Internet esiste contemporaneamente in un mondo fatto di muri reali e confini immaginari.

Il progetto è della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con l’intento di promuovere un inedito programma d’arte contemporanea, con l’installazione di sculture di grandi dimensioni commissionate ai giovani artisti più promettenti della scena internazionale.